Quotidiani locali

La scuola diventa hi-tech. Al Fermi approda il metodo del Mit

Aule tecnologiche, cattedre interattive, studenti col tablet al posto del quaderno: la rivoluzione del metodo didattico inizia all'istituto di strada Spolverina. Il via con una lezione ai docenti del padre del nuovo sistema arrivato direttamente da Boston

MANTOVA. Dimenticate le tradizionali lezioni, con il professore seduto alla cattedra e gli alunni chinati sui banchi a prendere appunti. La scuola sta entrando in una nuova dimensione e ieri all'Istituto superiore Fermi il professor Peter Dourmashkin, del Dipartimento di Fisica del Mit (Massachusets Institute of Technolgy) di Boston, ha illustrato a una ventina di insegnanti, facenti parte del progetto “Avanguardie Educative” (di cui il Fermi è capofila), segreti e trucchi del metodo di insegnamento TEAL.

L'acronimo sta per “Technology Enabled Active Learning”, una metodologia di apprendimento basata sull'utilizzo delle nuove tecnologie, viste come strumenti fondamentali per la crescita e la formazione dei ragazzi. Addio a lavagne e gessetti e benvenuti a proiettori, tablet e cattedre interattive. «Il progetto è nato nel 2003 al Mit -spiega Gisella Langè, ispettrice del Ministero in visita al Fermi- sviluppato da Dourmashkin con due colleghi, e permette di affiancare le più moderne tecnologie didattiche a metodologie all'avanguardia. Molto presto verranno attivate anche lezioni totalmente in lingua inglese. In Lombardia sono 50 le scuole che aderiscono al progetto e il Fermi sta dando un ottimo impulso alla cosa, essendosi dotato già di due aule TEAL».

La scuola hi-tech, al Fermi approda il metodo del Mit Aule tecnologiche, cattedre interattive, studenti col tablet al posto del quaderno: la rivoluzione del metodo didattico inizia all'istituto di strada Spolverina. Il via con una lezione ai docenti del padre del nuovo sistema arrivato direttamente da Boston. LEGGI L'ARTICOLO

Si tratta di aule che prevedono una postazione centrale per il docente e gli studenti disposti su tavoli rotondi posizionati attorno a lui. I tavoli sono dotati di apparati tecnologici, come tablet o pc fissi, muniti di accesso a internet, mentre sulle pareti sono posizionati diversi videoproiettori con immagini e slide. «Siamo qui -ha detto la preside Cristina Bonaglia- per imparare queste nuove tecniche didattiche. L'importante è che venga compresa la metodologia, poi l'applicazione varierà da insegnante a insegnante».

Nel pomeriggio poi, in aula plenaria, 130 docenti si sono riuniti per ascoltare da Dourmashkin la storia del metodo TEAL, come viene applicato in America e gli sviluppi che potrà avere. I docenti sono stati poi divisi in due gruppi di lavoro (uno per le materie scientifiche, l'altro per quelle umanistiche) e si sono messi nei panni degli studenti, con un problema di risolvere che ha fatto da test per quanto appreso fin lì. «Non si può insegnare ai ragazzi -ha detto la Bonaglia- ciò che non è prima stato testato e imparato dagli insegnanti».

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Mantova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista