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Mantova, la storia della Gazzetta diventa un museo

Museo della Gazzetta

Dai Gonzaga a internet. Inaugurazione il 2 aprile con il ministro Franceschini dell'allestimento nella sede del giornale in piazza Mozzarelli. In mostra la storia del nostro quotidiano: dalla linotype alle prime pagine più antiche, fino al web

MANTOVA. La mostra allestita per i 350 anni della Gazzetta di Mantova a Palazzo Te nel 2014 non è un capitolo chiuso. Ora è un museo, allestito nel palazzo di vetro in piazza Mozzarelli. Il 2 aprile l’inaugurazione con il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini.


È arrivato al traguardo un progetto che ha avuto uno sponsor d’eccezione. La presidente della Camera, Laura Boldrini, all’uscita delle Fruttiere, si era complimentata con il direttore del giornale: «Mi è sembrata una mostra da ...

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MANTOVA. La mostra allestita per i 350 anni della Gazzetta di Mantova a Palazzo Te nel 2014 non è un capitolo chiuso. Ora è un museo, allestito nel palazzo di vetro in piazza Mozzarelli. Il 2 aprile l’inaugurazione con il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini.


È arrivato al traguardo un progetto che ha avuto uno sponsor d’eccezione. La presidente della Camera, Laura Boldrini, all’uscita delle Fruttiere, si era complimentata con il direttore del giornale: «Mi è sembrata una mostra dalla quale ho imparato molto, un modo intelligente per mantenere un contatto con il territorio. Chi ha guidato nei secoli la Gazzetta è riuscito a preservare questa tradizione. Mi piace l’idea che tutto questo materiale possa essere collocato in un’esposizione che non finisca qui, a Palazzo Te. Mi auguro che il direttore Paolo Boldrini sia lungimirante nel riuscire a far fruire tutto ciò in modo stabile a chi verrà a visitare la vostra città». Un appello che non ha colto di sorpresa i vertici del giornale, visto che il museo era già stato messo in bilancio.

Da ottobre 2014 a oggi l’operazione è andata in porto. Nel palazzo che ospita la redazione, l’amministrazione e gli uffici della concessionaria di pubblicità Manzoni, sono stati riorganizzati i settori. Al primo piano, di fianco alla sala conferenze, è stato ricavato lo spazio per la mostra permanente che raccoglie i pezzi esposti a Palazzo Te. Quanto alla linotype, la macchina di costruzione americana usata in tipografia fino al 1981, è stata collocata all’ingresso. Un monumento all’editoria moderna, che trasformava gli articoli in righe di piombo.

Il museo dedicato alla storia della Gazzetta di Mantova è nel palazzo di vetro di piazza Mozzarelli, sede del nostro giornale.
La storia della Gazzetta di Mantova diventa un museo

L’inaugurazione del museo è in programma alle 13.30 del 2 aprile, al termine della cerimonia in Palazzo Ducale per la riapertura della Camera degli Sposi e la presentazione della collezione Freddi. L’ingresso è a inviti, perché  i posti sono limitati.
Cosa si potrà vedere? Il numero più antico della Gazzetta arrivato ai giorni nostri, risalente al 27 novembre 1665, è tornato all’Archivio di Stato di Modena. In mostra è esposta una copia perfetta. Per il resto il percorso ricalca quello delle Fruttiere, con un viaggio nella storia del quotidiano più antico d’Italia lungo tre secoli e mezzo, dai tempi dei Gonzaga fino alla Liberazione e al web.

Non mancano pagine dolorose per la nostra storia, come il periodo dal 1920 al 1945, quando il quotidiano fu costretto ad abbandonare la sua testata per diventare la Voce di Mantova, organo ufficiale del Partito fascista. Poi la breve parentesi di Mantova libera e infine il ritorno all’antico, Gazzetta di Mantova. Il tutto è documentato dalle prime pagine più significative nei vari passaggi storici.
Su uno schermo scorrono le fotografie degli anni ’50 e ’60 scattate da Quinto Sbarberi che documentò, tra l’altro, la tragedia della Mille Miglia nel maggio 1957 a Guidizzolo, costata la vita a undici persone. Le visite. Dal 3 aprile il museo sarà aperto al pubblico dal martedì al sabato, dalle 9.30 alle 18.30, con ingresso libero. Le scuole o i gruppi possono prenotare una visita telefonando alla segreteria del giornale in orari d’ufficio (0376 303202)