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Mantova, la mostra fa flop: proroga di 20 giorni a caccia di ingressi

Palazzo Te deserto per il realismo Urss che rimarrà fino al 25 ottobre. «Ma niente deficit» Salta l’evento sul ’700. E ora attesa per gli input dal Comune

MANTOVA. La mostra sul realismo sovietico è stata prorogata sino al 25 ottobre. La decisione è stata presa dal consiglio di amministrazione del Centro internazionale d’arte e cultura di Palazzo Te dopo che dal botteghino sono arrivate notizie poco confortanti su presenze e incassi.

«Purtroppo - dice il presidente Graziano Mangoni - la rassegna non sta avendo quel riscontro di pubblico che, invece, ha a livello di mass media. Gli ingressi finora sono stati circa mille, una media di venti al giorno dall’apertura di maggio. Comunque, non chiuderà in deficit, perché è quasi coperta interamente dalle sponsorizzazioni e dalle quote maggiorate che hanno versato i soci». Non vuole, dunque, parlare di "flop" e, anzi, rilancia: «Con due mesi di apertura in più contiamo di realizzare un surplus». Il presidente snocciola le cifre che lo fanno stare tranquillo: «La mostra costa sui 200mila euro e finora ho incassato 167mila euro su 292.500 di quote dei soci e 35mila su 70.660 di sponsorizzazioni. Il resto arriverà sicuramente, come tutti hanno garantito. Avevo pronosticato 20mila ingressi ad una media di 3 euro a biglietto, ma difficilmente raggiungeremo questo traguardo». E aggiunge: «Purtroppo, non abbiamo potuto fare come per la mostra di Ai WeiWei cioè il ticket unico-mostra palazzo».

La vera preoccupazione, per Mangoni, è «il debito che ho ereditato quando sono stato nominato: ho già pagato 80mila euro e me sono rimasti da pagare 200mila. Però, ho anche recuperato crediti incagliati per 15mila euro e sono a riuscito a tenere tra i soci Skira editore che se ne voleva andare a tutti i costi». Il cda ha chiesto al presidente di concordare al più presto con il sindaco Mattia Palazzi un incontro per capire quali siano le intenzioni della nuova amministrazione sul Centro di Palazzo Te: «Gli invierò una mail - annuncia Mangoni - ma già con i consiglieri abbiamo parlato dell’eventualità di una nostra sostituzione, anche se scadremo nel 2017. So che vuole rinnovare molto, è nei suoi diritti. Io al sindaco - anticipa - chiederò soltanto di completare la mostra su Andreani, che dovrebbe essere in calendario da novembre a gennaio 2016 e di portare la mostra sul realismo sovietico, tranne i quadri russi, a Tirana, in Albania, per una mostra con artisti locali. Da tempo sto lavorando con il ministro della cultura albanese Kumbalo e dobbiamo solo concordare le date. Inoltre, vorrei chiudere positivamente il rapporto che ho avviato con il governo dell’Azerbaigian, interessato a far conoscere i suoi artisti al mondo occidentale. Sono in contatto con il referente culturale del governo Azero e le prospettive potrebbero essere interessanti. Poi ci fermiano» annuncia il presidente.

Il Centro aveva chiesto e ottenuto dal Comune la disponibilità delle Fruttiere per il 2015 e il 2016: «Per l’anno prossimo - ricorda Mangoni - era in programma la mostra sul Settecento mantovano, ma chi doveva curarla, e cioè la presidente del comitato scientifico Ferino (il cui mandato scadrà venerdì, ndr.) che aveva avocato a sè l’intera partita, non ha fatto niente e, quindi, la mostra salta. Perciò, dopo la chiusura della rassegna su Andreani, fatta in collaborazione col Politecnico di Milano polo di Mantova, le Fruttiere torneranno libere».

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