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Scelti per voi: le cinque pietre miliari del rap italiano
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Scelti per voi: le cinque pietre miliari del rap italiano

Ecco alcuni album che hanno segnato la scena hip hop italiana dall'inizio degli anni '90 ad oggi. Old school, hardcore e testi impegnati: i cinque dischi che secondo noi non possono mancare nella collezione di ogni appassionato

MANTOVA. La promessa è d’obbligo: non si tratta di una classifica. La scena hip hop italiana dalla fine degli anni ’80 ad oggi ha subito tante e tali stravolgimenti che sarebbe impossibile tentare di mettere ordine nel mare magnum di proposte e sottogeneri di questi trent’anni di rime. Non ci avventuriamo in giudizio di merito, tranquilli. Anche perché -  si sa - se c’è un genere musicale per cui i fan si schierano quasi come fossero ultras, quello è il rap. Nonostante tutto, però, abbiamo deciso di proporvi cinque album che in un modo o nell’altro hanno segnato l’epoca d’oro del rap italiano. Diciamo che sono degli spunti. Prendetela come un’occasione per riascoltare cinque dischi che sono universalmente ritenuti dei capolavori.

 

1. Fastidio – Kaos  

Puro hardcore il disco d’esordio da solista di Kaos dopo l’esperienza dei Radical Stuff. Le basi sono confezionate da un Neffa semplicemente in stato di grazia. Due tracce su tutte spiccano in questo disco datato 1996, “Fastidio” e “Meglio che scendi”, vere e proprie pietre miliari del rap italico. In puro stile hardcore non mancano i dissing, contro Tormento, Jovanotti e gli Articolo 31. In una sola parola: CATTIVO

 

2 Mi Fist – Club Dogo

Anno 2003, primo album dei Dogo dopo l'era Sacre Scuole. Bisogna togliersi il cappello: alcune tracce (“Note Killer”, “Cronache di resistenza” e “Vida Loca”) ancora oggi sono tra le più ascoltate dai cultori del genere, ma è l’intero album ad essere un lavoro vicinissimo al 10 in pagella. Dimenticatevi le spacconerie degli ultimi album del trio milanese: Mi fist è flow mischiato ad anima. In una sola parola: MAGISTRALE

 

3 SxM – Sangue Misto

Siamo nel 1994, Neffa e Deda al mic, Dj Gruff ai piatti: il meglio su piazza. Spiritualità, rime ironiche, stile da vendere e molto altro per un disco che è la pagina 1 del manuale sul rap italiano. Da ascoltare e riascoltare perché sempre attuale. In una sola parola: VANGELO

 

4 Mr. Simpatia – Fabri Fibra

“Voglio dirvi una cosa che penso da molto: Mr. Simpatia l'ho fatto io, l'ho scritto io, l'ho pensato io, l'ho realizzato io, l'ho portato in tour io, Mr. Simpatia sono io. Quel disco ha cambiato la storia del rap italiano, non ci sono cazzi. Quindi non andatelo a scoprire nel 2011 per poi venire nel mio Facebook domani a scrivere: torna Mr. Simpatia! È la più grossa cazzata che possiate pensare e scrivere”. Così ha detto Fabrizio Tarducci qualche anno fa. Impossibile dargli torto. In una sola parola: GENIALE

 

5. Novecinquanta – Fritz da Cat

Il meglio del rap italiano in 14 tracce. Nel 1999 Fritz da Cat mette insieme un vero e proprio dream team e il risultato è una collezione di perle clamorose. “Cose preziose” di Kaos, “Se non fumassi” di Tormento, “Giorno e notte” di Inoki e Joe Cassano, “Schiaffetto correttivo” di Turi. In una sola parola: ESAGERATO

 

LE COPERTINE DEGLI ALBUM

Fastidio - Kaos
Fastidio - Kaos

Mi Fist - Club Dogo
Mi Fist - Club Dogo

SxM - Sangue Misto
SxM - Sangue Misto

Mister simpatia - Fabri Fibra
Mister simpatia - Fabri Fibra

Novecinquanta - Fritz da Cat
Novecinquanta - Fritz da Cat

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