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Beffata la Bassa: niente zona franca per il terremoto

No in commissione agli emendamenti. Il leghista Fava contro il governo. Baroni (Forza Italia): inaccettabile

MOGLIA. Beffa in vista per i terremotati mantovani. Il governo ha bocciato in commissione bilancio del Senato la proroga al 2017 dello stato di emergenza che quindi si chiuderà alla fine del prossimo anno. Soprattutto ha allargato l’area delle zone franche, dove ci saranno agevolazioni fiscali e previdenziali per gli imprenditori, ma solo ai comuni emiliani, escludendo quindi quelli veneti e mantovani, così come invece richiesto dal tavolo interistituzionale locale.

Durissimo il commento dell’assessore regionale Gianni Fava: «L’esclusione dalla zona franca dell’area mantovana e veneta colpita dal terremoto del 2012 ad opera del governo è una bassezza inqualificabile, una ritorsione vergognosa che considera le vittime della Lombardia e del Veneto colpite dal sisma inferiori rispetto a quelle residenti in Emilia-Romagna. Mi dispiace molto per i mantovani – prosegue Fava – ma vorrei che si ricordassero che questa azione inqualificabile viene dallo stesso partito di quel parlamentare mantovano che più volte si è eretto a garante dei diritti dei terremotati mantovani e che oggi ha dato prova della sua più totale inconsistenza».

«Sono sorpresa molto negativamente – la dichiarazione di Anna Lisa Baroni, delegata dalla Regione per il sisma nel Mantovano –. Abbiamo lavorato molto su questi emendamenti, anche assieme all’onorevole Marco Carra del Pd e mi auguro che lui sia adesso in grado di riprendere in mano la situazione alla Camera perché la bocciatura pone in essere una diseguaglianza inaccettabile».

«Dubito che la situazione possa purtroppo essere recuperata alla Camera – la replica di Carra – perché credo che il testo sarà approvato come esce dal Senato. Il lavoro va comunque proseguito subito e dopo la pausa ferragostana riprenderemo la vicenda. Senza fare polemica, voglio però aggiungere che il lavoro preparatorio compiuto dall’Emilia Romagna è stato fatto con un lavoro preparatorio di confronto con il governo, cosa che la Lombardia non ha fatto. E questo è il decreto che , con lo stanziamento dei 205 milioni, certifica la disattenzione della Regione. Il Senato però ha fatto atto di indirizzo per riprendere il cammino». Caustico il commento del sindaco di Quistello, Luca Malavasi: «Dov’è finita tutta l’attenzione per le nostre zone promessa da Renzi a Moglia?».

Francesco Romani

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