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IL CASO

Profughi: il prefetto chiama, i Comuni frenano

I sindaci dei centri più piccoli: «Non abbiamo strutture per i migranti». E la Lega attacca: «Li ospitino a Palazzo di Bagno»

MANTOVA. Il prefetto chiama, i sindaci rispondono nì. Frenano. Riconoscono la bontà del principio, ma allargano le braccia: «Non abbiamo strutture». Così i sindaci dei Comuni più piccoli, spesso atomizzati in una nuvola di frazioni, a Carla Cincarilli, che l’altro ieri aveva insistito sulla necessità di un’accoglienza diffusa, di una distribuzione più equa dei cittadini richiedenti protezione internazionale. Vero, i numeri della nostra provincia sono compressi - il rapporto è di 500 migranti su 417mila abitanti - ma l’imperativo è disinnescare sul nascere tensioni eventuali. Diluendo la responsabilità e integrando i profughi nel tessuto sociale attraverso il canale del volontariato. Che poi è anche un antidoto all’alienazione, alla catena inceppata dei giorni sempre uguali in attesa della chiamata della Commissione territoriale.

Mantova non è Quinto di TrevisoCasale di San Nicola, periferia nord di Roma, dove i cittadini hanno appiccato il fuoco e alzato le barricate, però la materia è delicata. Infiammabile. Riferiscono i partecipanti al Consiglio territoriale per l’immigrazione che in prefettura non si è parlato esplicitamente di nuovi arrivi, ma è evidente che l’onda continua degli sbarchi si riverbererà presto anche qui. Tanto più che fino ad oggi Mantova ha goduto di uno “sconto” perché terremotata, domani chissà. L’appello del prefetto è alla collaborazione per «individuare adeguate sistemazioni alloggiative aggiuntive» che riequilibrino la situazione attuale, in cui l’accoglienza si concentra in una ventina di Comuni.

«Al momento non abbiamo strutture comunali a disposizione – risponde il sindaco di Roverbella, Antonella Annibaletti – È chiaro che in caso di necessità non ci sottrarremmo alla responsabilità. Il principio dell’accoglienza è sacrosanto, dopodiché la strada per ospitare materialmente queste persone andrebbe studiata a tavolino con i privati».

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«Non abbiamo strutture né altre disponibilità ricettive per poter ospitare i profughi – ripete il sindaco di Commessaggio, Alessandro Sarasini – La solidarietà non è in discussione, se avessi gli spazi li offrirei ben volentieri». Sfumata la posizione di Sergio Rinaldoni, sindaco di Poggio Rusco: «Le nostre strutture pubbliche sono terremotate, ma siamo consapevoli che l’accoglienza deve coinvolgere tutti. Siamo pronti a collaborare con la prefettura per reperire degli immobili privati». «È ora di finirla» tuona Alessandra Cappellari, capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale, che ha già depositato un’interrogazione al sindaco Mattia Palazzi e agli assessori Andrea Caprini (immigrazione) e Iacopo Rebecchi (polizia locale). «Mi pare già di sentire che il prefetto chiama e loro rispondono – argomenta la Cappellari – per cui chiedo conto alla giunta della sua politica in merito all’accoglienza. È assurdo che, mentre i nostri disoccupati si moltiplicano, la prefettura pensi ad aumentare i profughi. Voglio sapere quanti migranti ci sono e che controlli sono previsti. Occorre pensare prima ai mantovani, se ci sono delle strutture che li si metta a disposizione dei cittadini in difficoltà, senza lavoro e sfrattati».

Ricorre alla provocazione Andrea Dara della segreteria provinciale della Lega Nord: «Mantova non è razzista, negli ultimi dieci, quindici anni ha accolto tantissimi immigrati, integrandoli. Il problema è che non c’è più lavoro, adesso il 23% degli immigrati presenti nel nostro territorio è disoccupato. Va bene mostrarsi solidali, ma siamo arrivati al limite, per cui al prefetto dico che se li ospiti lei i profughi».

Alla Cincarilli si rivolge anche il consigliere comunale Luca de Marchi, lamentando la situazione degli enti locali, costretti ad accogliere i profughi e frustrati dall’impossibilità economica di far fronte alla crescente domanda di sicurezza dei cittadini. Morale, «si auspica vivamente che il Signor Prefetto non voglia giungere a decisioni di forza a mezzo di acquisizioni coattive a fronte delle quali appronteremo ogni iniziativa politica e giudiziaria a difesa e tutela dei nostri cittadini».

 

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