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Il gelato solidale crea posti e ora punta al franchising

Il progetto “Sogni al latte”: in due anni 26 assunzioni e 4 punti vendita aperti Ma ora servono nuovi sbocchi. Obiettivo: dare lavoro a persone svantaggiate

“Sogni al latte” compie due anni: start up faticoso ma incoraggiante. Ventisei nuovi posti di lavoro e l'assunzione di undici persone diversamente abili: è positivo il bilancio del progetto d'inserimento al lavoro per persone svantaggiate ideato dalla Cooperativa Sociale Abc Equo.

“Sogni al latte” ha preso il via a giugno 2013 con la creazione di un laboratorio di pasticceria e gelateria ad Asola e l'apertura di quattro punti vendita ad Asola, Bozzolo e Canneto sull'Oglio, con annessa caffetteria e bottega del Commercio Equo e Solidale. L'obiettivo principale era offrire un'opportunità di lavoro a persone in condizione di svantaggio ed è stato proprio grazie ad un contributo di 300mila euro erogato da Fondazione Cariplo, mediante un bando inerente gli inserimenti lavorativi, che il sogno ha iniziato a concretizzarsi.

La valenza dell'inserire al lavoro persone in condizione di svantaggio consiste nel favorirne l'autorealizzazione, aumentarne l'autostima ed aiutarli nell'integrazione, nonché sostenerle nella loro legittima richiesta di pari dignità e questo con ricadute positive anche sulla famiglia d'origine. Questo tipo di intervento necessita del supporto di un educatore professionale che, in qualità di tutor, segue ogni disabile in un percorso costruito su misura per lui e con lui stesso concordato, assegnandogli un ruolo consono alle sue capacità ed inclinazioni.

Nonostante qualche difficoltà legata alla congiuntura economica non facile, il progetto “Sogni al latte” ha saputo coinvolgere la cittadinanza e prime fra tutti quelle fasce deboli cui era rivolto, rivelandosi risorsa per il territorio ed esempio positivo in chiara controtendenza rispetto alla situazione attuale dei paesi che interessa, in cui sono sempre più le piccole attività economiche che chiudono.

«A due anni dalla partenza - spiega la presidente Carla Calviello - la strada è tutt'altro che in discesa, da buoni imprenditori dobbiamo cercare nuovi sbocchi per i nostri prodotti che sono molto apprezzati e quindi servirà attivare nuovi punti vendita, magari in franchising, così che il progetto possa crescere ancora». Ora infatti il progetto “Sogni al latte” ha bisogno di cambiare passo, così da acquisire una sostenibilità economica che prescinda dal supporto esterno ed inizi a restituire i frutti della fatica quotidiana che mettere in piedi un'attività economica naturalmente comporta, così da garantire innanzitutto il mantenimento dei nuovi posti di lavoro creati, tanto per diversamente abili quanto per normodotati.

L'analisi delle vendite parla di un numero di scontrini in significativo aumento rispetto all'anno dell'avvio dell'attività ma con una riduzione dell'importo del consumo procapite.

«Sono serviti molto coraggio e un po' d'incoscienza - ammette il direttore tecnico Alberto Amadei - per pensare di fare investimenti tanto significativi ed aprire una nuova attività economica in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando. Tuttavia i nostri soci, Fondazione Cariplo, diversi istituti di credito e alcuni fornitori particolarmente sensibili hanno voluto sostenerci in quest'avventura e a due anni dall'inizio dell'attività possiamo dire che ne è valsa la pena. Non ci spaventano certo il duro lavoro e il dover fare qualche sacrificio quando a motivarci ci sono i risultati».

Per il prossimo autunno è previsto un convegno per restituire a tutti gli stakeholders i risultati dell'attività svolta, il suo impatto sul territorio, il suo valore aggiunto per la comunità.

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