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La Mogliese sul podio del Parmigiano

La latteria mantovana al terzo posto del premio nazionale Zanardi. Vince un caseificio di Parma seguito da un reggiano

GONZAGA. Si è svolta, ieri sera, all’ex Convento San Maria, nell’ambito della Millenaria, la 13esima edizione del Premio nazionale sensoriale “Luigi Zanardi”,organizzato da Confcooperative Mantova con il patrocinio della Camera di Commercio di Mantova. In scena la premiazione del miglior Parmigiano Reggiano e del miglior Grana Padano 2015. Sono stati 26 i campioni pervenuti ai 40 giurati del panel dell’Ersaf, che nel corso di una settimana ha effettuato tutte le degustazioni. Per la categoria “Parmigiano Reggiano – Oro” il primo classificato è il caseificio Scalabrini di Parma, secondo il caseificio La Nuova di Bibbiano (Reggio Emilia); terza classificata la latteria Mogliese di Moglia. Per la categoria “Parmigiano reggiano – Argento”, il podio è tutto mantovano: prima latteria Gonfo di Villa Saviola di Motteggiana; seconda latteria Vo’ Grande di Pegognaga e terza latteria Begozzo di Palidano.

Per la categoria “Riserva Padano” il primo classificato è risultato il caseificio “Sant’Angiolina” di Cereta di Volta Mantovana, al secondo posto il caseificio “La Motta” di Rodigo, al terzo posto ex aequo la latteria Sant’Angelo di Campitello di Marcaria e la latteria San Donato di Castellucchio. Infine, per quanto concerne la categoria “Fino a 20 mesi” è stata premiata la latteria Alfianello di Brescia; secondo posto per la Latteria Sociale di Porto Mantovano e podio d’onore alla latteria San Valentino di Viadana. A seguire si è svolto il convegno organizzato da Cia Est Lombardia, Confcooperative, Pastorale Sociale del Lavoro dal titolo “Territorio come destino: il contributo degli agricoltori all’economia e alla società”.

La nuova stalla da latte: l’innovazione come risposta ai problemi del post quote. Le proposte delle industrie, l’esempio nordeuropeo, i nuovi conti aziendali è, invece, il tema del convegno di oggi alle 9.30. Dopo la liberalizzazione produttiva in tutta l’Unione Europea, i contraccolpi per gli allevatori italiani si stanno rivelando pesanti. Tra le possibili risposte c’è la razionalizzazione del costo di produzione del latte per cercare di ottenere ancora redditività da un prezzo in graduale flessione. E uno degli strumenti più efficaci per ricercare questo tipo di razionalizzazione risiede nell’innovazione tecnologica. L’incontro è organizzato a cura delle redazioni di Nova Agricoltura e dell’Informatore Zootecnico (Edagricole - New Business Media).Introduzione a cura di Alberto Gandolfi, Presidente Associazione Mantovana Allevatori.

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