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Il treno accumula minuti Disabile fa tardi al lavoro

Suzzara. Forti disagi sulla linea per Ferrara ma anche sulla Mantova-Modena Testimonianze dei pendolari: disservizi continui, timbriamo sempre fuori orario

SUZZARA. Treni mattutini nel caos, ieri mattina sia per i ritardi sulla linea Ferrara-Suzzara che sulla Mantova-Modena.

A protestare, in modo particolare, è un lavoratore pendolare, non vedente che abita a San Benedetto Po e che per andare sul proprio posto di lavoro deve essere accompagnato da assistenti domiciliari. Si tratta di Juri Bulgarelli, che è arrivato a Suzzara con 20 minuti di ritardo. Il fatto è che né il personale viaggiante, né la direzione di T-Per che gestisce la linea della Fer, ha dato annuncio del ritardo. Il treno è arrivato a San Benedetto Po già con qualche minuto di ritardo e quando ha ripreso il viaggio verso Suzzara ha accumulato altro ritardo. Il problema è che a Suzzara, ad attendere l'uomo, c'è un'assistente che poi ha il compito di accompagnarlo al lavoro. «Purtroppo le persone che mi aiutano a salire e scendere dal treno, non sono solo a mia disposizione ma hanno altri impegni. Questi ritardi mi mettono in difficoltà perché poi gli assistenti devono rispettare i loro orari e recarsi in abitazioni dove c'è bisogno di accudire persone anziane, allettati o non autosufficienti. Per fortuna, partendo presto ed arrivando in anticipo non ho problemi a timbrare in orario il cartellino d'inizio attività».

L'altro guaio, avvenuto sulla linea Mantova-Modena è invece capitato col treno che parte alle 7.30 dal capoluogo virgiliano per arrivare a Suzzara alle 7.50. Invece, ieri mattina, il treno è arrivato con ben 32 minuti di ritardo per un guasto al circuito binari a Quattro Ville (Mo) che ha ritardato il percorso di alcuni treni partiti da Modena che si sono incrociati a Suzzara.

In questo caso c'è stata l'ennesima lamentela di un operaio dell'Iveco, residente a Cremona, che ha timbrato il cartellino con mezzora di ritardo. L'uomo ha chiesto all'azienda, visti i continui ritardi dei treni, di poter usufruire di un orario flessibile ma difficilmente riuscirà ad ottenerlo. «Una volta ci dicono che c'è un guasto alle porte, un'altra che c'è un problema alla motrice. Qui non si capisce mai niente e a rimetterci siamo sempre noi viaggiatori – ha detto Fabrizio Tirelli, operaio Iveco –. Tanta altra gente come me si è lamentata. Una signora doveva prendere un treno ad alta velocità con destinazione Arezzo ma ha perso la coincidenza».

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