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LA STRATEGIA

Mantova, asse tra Regione e Comune sulla cultura. E il sindaco vola da Google

Mattia Palazzi cerca accordi. Ponte con il presidente Roberto Maroni su cultura, ateneo e lavori pubblici. «A breve missione a Londra per digitalizzare il patrimonio librario e artistico»

MANTOVA. Mantova cerca un ponte per uscire dall’isolamento e impostare il suo futuro. Il sindaco Mattia Palazzi l’ha trovato nella Regione, con cui ieri, al termine di un faccia a faccia con il Governatore Roberto Maroni e l’assessore all’agricoltura Gianni Fava, è stato deciso di sottoscrivere un protocollo d’intesa, entro novembre, che metta nero su bianco priorità e investimenti per risolvere i problemi del capoluogo. Non solo. Il sindaco guarda anche all’estero e sempre ieri, prima di andare a Milano, ha annunciato pubblicamente un suo imminente viaggio a Londra per incontrare Google con cui impostare la digitalizzazione di tutto il patrimonio bibliotecario e artistico della città.

In attesa di sviluppi internazionali, bisogna concentrarsi sui fatti di casa e cogliere l’opportunità che si è dischiusa con il Pirellone. «Comune e Regione - spiega Palazzi dopo l’incontro a Milano - collaboreranno su opere pubbliche, infrastrutture e trasporti, recupero e valorizzazione del patrimonio storico e Unesco, turismo, possibile ingresso della Regione tra i soci di Palazzo Te, Rocca di Sparafucile, Podestà, Valdaro e università». Dopo la firma partirà un tavolo tecnico con il compito di individuare gli interventi prioritari, fissare un cronoprogramma per la loro realizzazione e gli impegni finanziari che le due istituzioni sosterranno. «Mantova - spiega Palazzi - non sottoscrive accordi quadro con la Regione da 15-20 anni. Questo, dunque, sarà un passaggio straordinario». E aggiunge: «Io e Maroni siamo pragmatici e abbiano condiviso da subito l’interesse e le opportunità reciproche, a prescindere dal colore politico. Ringrazio Fava per aver condiviso e sostenuto questo mio obiettivo».

L’assessore regionale ricambia gli apprezzamenti: «È stato un incontro positivo che ha introdotto un metodo azzeccato, che è piaciuto sia a Maroni che a me. Ben venga, dunque, questa iniziativa anche se in ritardo di un decennio. Maroni mi ha delegato a gestire questa fase per preparare l’accordo quadro. L’obiettivo è di realizzare quell’accordo base di sviluppo territoriale che abbiamo sottoscritto di recente con Milano, un impegno a intervenire su temi specifici. Quali per Mantova? Genericamente si tratterà di programmare lo sviluppo del sito Unesco, comun denominatore attorno a cui far ruotare tutto quanto è necessario per raggiungere l’obiettivo». Fava si sofferma sui temi affrontati, «e cioè l’asse interurbano, problema irrisolto da 15 anni, il porto di Valdaro in rapporto con la A22, l’università, la programmazione culturale partendo dal Centro Te: Mantova finalmente ha preso atto che la Regione è l’unico ente che può contribuire a risolvere alcuni dei suoi problemi».

E, dopo aver rivelato che «è stato il parlamentare del Pd Matteo Colaninno a chiedermi di cominciare a ragionare con la città per il suo futuro ispirando l’incontro con Maroni», conclude: «Ora lavoriamo per stabilire un percorso e indicare le priorità da affrontare; poi entro novembre firmeremo l’accordo». «Ho ascoltato con grande attenzione le questioni poste da Palazzi - fa eco Maroni. Mantova è patrimonio mondiale dell’umanità e la Regione ha interesse a valorizzare questo fiore all’occhiello della Lombardia. Lo dimostra il mio impegno da commissario per la ricostruzione post sisma e l’accelerazione che ho impresso nell’utilizzo delle risorse, in un dialogo costante col territorio».

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