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IL CONCORDATO

Cima, Torchio chiama in causa la Regione e Trenord

Preoccupato dalle novità sulla Cima, ma per nulla intenzionato a mollare, il sindaco di Bozzolo ha informato degli sviluppi gli amministratori delegati di Trenord Cinzia Farisè e di Rfi Maurizio...

Preoccupato dalle novità sulla Cima, ma per nulla intenzionato a mollare, il sindaco di Bozzolo ha informato degli sviluppi gli amministratori delegati di Trenord Cinzia Farisè e di Rfi Maurizio Gentile. Impegnato l'assessore regionale Alessandro Sorte ha parlato col responsabile della sua segreteria particolare Capetti a cui ha inviato anche una "pec" con la copia della Gazzetta. Torchio aveva saputo qualcosa nella serata di mercoledì da alcuni operai alla fine di un’assemblea. Si trovavano riuniti alle 16,30 quando hanno mostrato ai sindacalisti la busta paga di ottobre col pagamento dell'80% dello stipendio. Una buona cosa ma che aveva allarmato i sindacati e alle 17,30 i telefoni erano diventati rossi per il concordato richiesto. La speranza ieri mattina in fabbrica era che il concordato preventivo a conduzione diretta sia accettato dai creditori e costituisca il rilancio della Cima. Prossimo passaggio sarà la nomina del commissario giudiziale e la presentazione del piano industriale. Nel frattempo bisogna però che si sblocchi la situazione. Impegnato è appunto Torchio, che aveva trovato il problema al suo insediamento e che non vuole perdere l'ultima grossa industria di Bozzolo. «Ma è possibile che la Lombardia perda l'ultima industria del genere a favore della Svizzera e le altre regioni come la Puglia facciano lavorare solo le proprie?». Da qui il coinvolgimento di Colaninno, del sottosegretario Pizzetti, del sindaco Palazzi, della Confindustria, dei Sindacati. (a.p.)

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