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Mantova, coda di veleni per una festa a palazzo Te

Minoranze all’attacco del sindaco sul prezzo. Palazzi replica: solo calunnie, ha pagato il giusto

MANTOVA. Una festa privata a Palazzo Te per i 60 anni di un imprenditore scatena l’opposizione in Comune contro il sindaco Mattia Palazzi. «Non è stato pagato il dovuto al Comune» dice Giuliano Longfils di Forza Italia, primo firmatario di un’interrogazione a risposta scritta con cui chiede al primo cittadino di chiarire quanto è avvenuto il 19 dicembre scorso al compleanno dell’imprenditore Stefano Arvati, presidente di Renovo spa, festeggiato nella reggia estiva dei Gonzaga con una serata «organizzata - si sottolinea nel documento sottoscritto anche da M5S, Lega nord, civica Bulbarelli è Mantova e Comunità e territori - dalla Fachiro strategic design, la società di Amedeo Palazzi, fratello del sindaco». Da Palazzo Te e dal primo cittadino arriva la smentita: «Sono calunnie: tutto è in regola e il privato ha pagato il dovuto».

Per Longfils non è così e mostra la documentazione. Con una precisazione: «Sono state utilizzate anche le Fruttiere, per la cena e l’intrattenimento musicale, che sono di competenza del Centro di arte e cultura di Palazzo Te, pagando la tariffa specificata nella delibera comunale, e cioè 3mila euro più Iva. Quello che non va è il resto». La richiesta di Arvati al direttore del Te, Stefano Benetti, era di utilizzare la Loggia delle Muse e la Sala dei cavalli per un evento dopo l’orario di chiusura e la possibilità di una visita guidata per gli ospiti (non più di 50). «Abbiamo trovato - annuncia Longfils - un programma più dettagliato della Fachiro per la serata con chiusura alle 2.15, slittata invece a dopo le 3 di notte».

La dirigente del settore cultura, Irma Pagliari, autorizza la visita notturna del Palazzo alle tre condizioni previste dalla normativa: pagamento della tariffa di 700 euro più Iva al 22% per l’apertura museale e di 300 euro più Iva per le gestione degli spazi da parte del personale, il pagamento del biglietto d’ingresso per ciascun invitato. «Alla fine - dice Longfils - risulta solo il pagamento di 1.220 euro, con fattura del 15 dicembre all’acclusa all’autorizzazione del 17 dicembre, mentre non c’è traccia del pagamento dei biglietti di ingresso dal costo di 9 euro. Inoltre, mi risulta, da testimonianze, che gli invitati erano circa 150».

Secondo l’opposizione, non sarebbe stato pagato l’affitto della Sala dei cavalli (2.160 euro più Iva) e della Loggia delle Muse («2.160 euro in analogia con la Loggia di Davide che costa 2.160 euro più Iva» afferma Longfils). Secondo l’opposizione la visita notturna si sarebbe prolungata di un’ora; quindi, al Comune andavano versati altri 500 euro. In totale, alle casse comunali mancherebbero circa 6mila euro. «Il sindaco Palazzi sapeva tutto - osservano le minoranze - perché ha presenziato alla festa recando un breve saluto alla Sala dei cavalli». «Falso - replica il sindaco - non sono andato là, ma direttamente alle Fruttiere per fare gli auguri ad Arvati. È incredibile che Longfils e i suoi utili amici, dopo aver lasciato 300mila euro di buco al Centro Te, abbiano il coraggio di calunniare sul fatto che un imprenditore paga 4.800 euro per fare la festa di compleanno alle Fruttiere. Dimostrano la loro pochezza e cattiveria nel calunniare la società di mio fratello per colpire me». Il direttore di Palazzo Te, Benetti, parla dei biglietti della visita serale: «Sono stati contabilizzati 33 visitatori, e non 150, e Arvati ha garantito che pagherà i 9 euro di biglietto per ognuno. Quanto all’utilizzo delle altre sale, la delibera del 2005 parla chiaro: le visite serali costano 1.220 euro più i biglietti; la loggia delle Muse non è tariffata, mentre la Sala dei cavalli, di sera, rientra nella visita».

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