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MANTOVA 2016

Mantova, lo spettacolo di luci accende la capitale della cultura

Le immagini della festa. E ora il pienone per i cantieri aperti: successo del Podestà. Turisti in vista anche alla Teresiana e al museo archeologico con gli Amanti di Valdaro

MANTOVA. Nella sua prima domenica da Capitale della cultura, Mantova si risveglia con turisti e residenti per le strade e le piazze del centro storico a gustarsi la giornata di sole tra i tavolini dei bar e con monumenti da scoprire o riscoprire. Perché  è vero che la città è abituata, in questo periodo dell'anno, ad avere turisti che la percorrono, ma l'offerta di questa domenica speciale è diversa dal solito: si possono riscoprire monumenti che parlano della sua storia, come il "cantiere" del Podestà e Santa Barbara o si possono visitare gratuitamente  luoghi che testimoniano la sua cultura, come la Teresiana e i musei di San Sebastiano e l'Archeologico.

La risposta c'è stata, ed è stata positiva. All' Archeologico già a metà mattinata i visitatori erano oltre il centinaio, a Palazzo della Ragione c'erano le code per visitare il cantiere Podestà e alla Biblioteca Teresiana un centinaio di persone (compresi diversi turisti stranieri) si sono concentrati sugli antichi volumi e, pare, soprattutto sulla panoramica che si può ammirare dalle sua ampie finestre.

Già all'ora dell'aperitivo il cuore del centro storico, da piazza Sordello a piazza Mantegna, era affollato. L'atmosfera è simile a quella che si respira in occasione di Festivaletteratura. Basta però addentrarsi in corso Umberto I o in via Cavour per tornare sugli standard di una qualunque domenica di primavera.

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Folla allo spettacolo della serata di sabato in piazza Sordello. Sembra Capodanno, ma è primavera, il primo giorno dell’anno di Mantova capitale italiana della cultura. La notte di sabato prende il via con il centro pieno di gente che passeggia, piazza Sordello alle 21 è già un brulicare di persone nel buio che aspettano lo spettacolo. Tantissimi i bimbi sulle spalle dei papà. Ci sono già migliaia di persone e ne arrivano ancora, quando una voce avverte che lo spettacolo sta per iniziare. È il sindaco Mattia Palazzi, ma non lo si vede, è mescolato con il pubblico, non c’è nessun palco. La gente ha saputo che c’era festa in piazza Sordello, uno spettacolo di colori e di fuochi di una compagnia teatrale francese ed è arrivata. Il clima è perfetto, non fa freddo.

Il buio della piazza fa risaltare, contro lo sfondo di palazzo Ducale con i portici e il profilo merlato del tetto, una struttura alta, una specie di totem, con luci colorate e fiammelle, altre installazioni più piccole sono ai lati. A terra, varie isole attorno a cui si ammassa il pubblico. Contengono decine di piatti pieni di cera da candele con lo stoppino. Sono accese solo quelle che segnano il perimetro. Dai balconi vedono cerchi di fuoco a terra.

Il sindaco saluta tutti, è contento che la piazza sia piena, e ringrazia la Fondazione Mantova capitale europea dello spettacolo e il suo presidente Ghisi, in piedi accanto a lui, per aver fatto venire questo gruppo da Marsiglia, Karnavires, con il suo Passage. Installation de feu.


Una musica molto ritmata crea un clima particolare, un po’ da circo, un po’ surreale. Nel buio si vedono avanzare pali alti con in cima una fiammella colorata, l’insieme crea una sorta di arcobaleno che si muove sinuoso tra la gente. Sono i teatranti vestiti ognuno a modo suo. Poi sopra il palazzo vescovile parte una scheggia rossa, come una cometa, che attraversa il cielo della piazza prima di spegnersi. Intanto altri teatranti cominciano ad accendere tutte le candele a terra e le isole diventano di fuoco. I bimbi sono curiosi, non si annoiano, i grandi hanno più fretta di capire cosa succederà in una serata che resterà a suo modo storica.

 

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