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La torre della Gabbia è sana: si può lavorare

Terminate le analisi in 3D. Martinelli: appalto entro fine anno, poi subito i lavori

MANTOVA. Dalle analisi in 3D della torre della Gabbia arriva una buona notizia per il Comune: le pareti esterne sono integre, non hanno fessurazioni. Insomma: l’esterno della torre è solido e si presta, dunque, ai lavori di restauro che dovranno portare alla città un nuovo belvedere.

L’analisi fatta con la tecnologia del laser scan è stata fatta tra lunedì 11 e martedì 12 aprile, con la gru che è stata spostata da piazza Sordello a via Cavour. La tecnologia è stata utilizzata anche per monitorare la presenza degli affreschi nella torre e, dunque, per saggiare anche lo stato di salute delle pareti interne. In particolare, il laser scan ha evidenziato qual era l’esatta posizione della scala crollata in seguito al terremoto.

«Il lavoro è stato eseguito in modo molto minuzioso - spiega l’assessore ai lavori pubblici del Comune, Nicola Martinelli - perché questo richiedeva la sovrintendenza. In particolare, la mappatura tridimensionale ci è stata richiesta su una scala dettagliatissima, di 1:50. Soltanto così, infatti, possono essere rilevate anche le anomalie più minute e possono essere evitate brutte sorprese».

Nel pomeriggio, Martinelli ha fatto un sopralluogo sul cantiere, e gli sono stati riferiti i primi esiti: «Direi che, a meno di sorprese dell’ultimo momento - ha spiegato l’esponente della giunta di Mattia Palazzi - è tutto a posto. Quindi possiamo procedere».

L’intenzione della giunta è quella di accelerare al massimo le procedure, che passeranno necessariamente per le autorizzazioni della sovrintendenza.

«Sì, stiamo lavorando su tempi serrati - ha precisato Martinelli - Il nostro obiettivo è quello di aggiudicare la gara d’appalto entro la fine dell’anno. Questo significa che terminati i lavori per la mappatura 3D dovremo metterci al lavoro per il progetto definitivo, in modo da presentare il prima possibile le carte in sovrintendenza. Noi riteniamo che, se tutto andrà bene, avremo il vincitore dell’appalto prima della fine dell’anno. In questo modo i lavori potranno iniziare con l’inizio del 2017».

Salire in cima alla torre della Gabbia è un’emozione unica. Intanto gli spazi che sono alla base sono straordinariamente belli. Si tratta di spazi affrescati che sono stati costruiti in momenti storici differenti. Le stratificazioni offrono, tra le altre cose, la bellezza degli sbalzi e delle altezze imprevedibili. Quando si pensa di esser arrivati ad una soffitta, ecco che si spalanca improvvisamente una nuova apertura verticale. La vista della città dal punto più alto, poi, è straordinaria. Di recente il consiglio ha dato il via libera all’acquisto dell’appartamento al piano terra: lì verrà realizzato un accesso attrezzato alla torre, con servizi e bookshop. In questo modo la torre diventerà un’attrazione sia per i turisti che per gli stessi mantovani, desiderosi di scoprire luoghi prima inaccessibili (vedi il caso delle beccherie del Rio).