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la giornata ai seggi

Polemiche tra le fazioni Il paese è spaccato in due

SOLFERINO. Giornata di voto a Solferino con due quesiti, uno nazionale e uno locale. Ma è il secondo a fare da traino al primo e, in contro tendenza rispetto all’affluenza nazionale, già alle 12 alle...

SOLFERINO. Giornata di voto a Solferino con due quesiti, uno nazionale e uno locale. Ma è il secondo a fare da traino al primo e, in contro tendenza rispetto all’affluenza nazionale, già alle 12 alle urne era andato il 22% degli aventi diritto (per poi arrivare al 62,9% finale, quasi il doppio delle medie provinciale e nazionale per le trivelle).

Come è noto, e come sottolineato dalle magliette “Salviamo Solferino” appese alle finestre, ai cancelli, alle reti, o nei campi, il referendum consultivo comunale ha a che fare, in modo indiretto, con la fusione con Castiglione, anche se non è questo il voto che deciderà se si procederà o meno con le nozze.

La realtà dei fatti non piace e le persone fuori dai due seggi delle scuole elementari sono il termometro di una febbre alta che anima la popolazione solferinese, ormai divisa su due fronti opposti. Nei commenti di chi ha votato si sente il malessere che serpeggia in paese. Fuori dai seggi, inoltre, ci sono molti dei sostenitori del No Fusione, e anche alcuni promotori del comitato Referendum Solferino, cioè il comitato che ha promosso questo referendum che riguarda non la fusione, come recita in modo chiaro il quesito, ma la scelta del tipo di Comuni con cui iniziare un percorso di gestione associata dei servizi.

Tuttavia, il clima è caldo e chiunque finisce nel tritatutto della polemica tutta solferinese, perfino i vigili urbani di Castiglione delle Stiviere (che operano a Solferino grazie alla funzione associata attivata fra i due Comuni), rei, secondo quanto si legge su Facebook, di essere alla ricerca di pareri pro o contro questo referendum. Ma il gioco delle parti in campo è anche questo e passa per questa tensione che vede alcune sostenitrici, che nei giorni scorsi si sono date da fare con lettere sulla stampa, animare il dibattito fuori dai seggi, spronare i concittadini al voto «giusto» per salvare Solferino «dall’annessione» o, semplicemente, «per salvare il Comune, cosa che mai avrei pensato di dover fare nella mia vita di cittadina». Arriva il fonogramma ufficiale dei primi dati dell’affluenza e tutti sono contenti, sia i sostenitori del referendum, che vedono nel 22% un ottimo risultato, sia i pro fusione che, invece, vedono nel dato la conferma che non tutto il paese è contro questo progetto.

Nel clima teso ed equivoco di questo referendum una cosa certa c’è: Solferino ha riscoperto l’amore per il proprio paese e per le proprie origini e questo fatto dovrebbe garantire, in futuro, una maggior attenzione alla vita della cosa pubblica solferinese, qualsiasi sia l’amministrazione che governerà questo Comune. E a prescindere da quali saranno i suoi confini.

Luca Cremonesi

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