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il voto del 17 aprile

Solferino si interroga sul futuro dopo il referendum vinto dai "no-fusione"

Il sindaco Felchilcher sconfitto: "Valuterò con i miei questo risultato, ma non mi dimetto". Bignotti parla per i vincitori: "Basta con le bugie, fermate il progetto fusione"

SOLFERINO. Alle urne, per quanto riguarda il quesito sulla gestione associata delle funzioni comunali (ipotesi uno: con un unico Comune superiore ai 15mila abitanti; ipotesi due: con uno o più Comuni inferiori ai 10mila abitanti), si sono presentati 1.361 elettori sui 2.161 aventi diritto (pari al 62%). In 160 hanno scelto l’ipotesi uno (Comune di grandi dimensioni), in 1.158 l’ipotesi due (uno o più Comuni di piccole dimensioni). Questa seconda ipotesi ha dunque raggiunto l’87,8% delle preferenze. Le schede bianche sono state 29, quelle nulle 14. Si trattava di un referendum consultivo, dunque il suo esito non avrà un valore vincolante per l’amministrazione, intenzionata a procedere alla fusione con Castiglione delle Stiviere.

LE REAZIONI/1. L'amministrazione: le parole del sindaco Felchilcher. «Abbiamo 90 giorni, ora, per andare in consiglio comunale e commentare il voto del referendum. Che cosa posso dire, se non che ho vissuto questi giorni come se fosse il 1945, e cioè le giornate della Liberazione dagli invasori. Da questo punto di vista mi sento di chiedere scusa, a nome di tutta Solferino, agli abitanti di Castiglione per come sono stati trattati e dipinti da alcuni miei concittadini». È serena, Gabriella Felchilcher, sindaco di Solferino, mentre commenta il voto di domenica 17 aprile relativo al referendum comunale sul tipo di gestioni associate. Nel frattempo è al lavoro fra i mille impegni amministrativi.

Il termometro dello scontro è salito nei giorni prima del voto, come i toni e gli screzi: «Più che campagna referendaria, sembrava una crociata, una chiamata alle armi contro i barbari invasori. Mi spiace si sia arrivati a questo punto, mi spiace davvero per tutti, per i miei concittadini e per quelli di Castiglione».

Da queste prime considerazioni si passa, però, al dato politico, visto che l’ex sindaco Bignotti chiede le dimissioni del sindaco, forte del fatto che i 1.158 voti sul quesito 2 (e cioè favorevoli alla gestione associata con Comuni piccoli) sono ben più della maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto (1.081 voti). «Non vedo quale sia il nesso fra un referendum consultivo comunale e il voto amministrativo. Mi si chiede di rispettare i voti dei miei concittadini, e io chiedo che venga rispettato il voto di due anni fa, quando i solferinesi hanno scelto da chi essere amministrati e da chi non essere amministrati. Quindi non ho alcuna intenzione di dimettermi, ma è chiaro che ci riserviamo del tempo per riflettere su questi dati e valutarli, serenamente, con la mia maggioranza. Già mi è stato difficile capire il nesso fra referendum su gestioni associate e fusione, dato che si tratta di due cose diverse, poi questo salto per passare dal referendum alle dimissioni mi pare ancora più assurdo».

Il sindaco non nasconde una certa delusione perché «non credo di aver fatto nulla di male, ma di aver sempre operato e agito pensando al bene dei miei concittadini. Non ho interessi personali da difendere, ma abbiamo pensato che questa strada sia la migliore per dare e garantire servizi a Solferino. La scelta di andare con Castiglione ci sembra la migliore per tutta una serie di vantaggi che possiamo ottenere da questo percorso fatto insieme. Ora, in questi 90 giorni, valuteremo e ci confronteremo. Resta il fatto che non credo ci sia nulla di cui vantarsi, questo è un referendum comunale su un tema specifico, i cittadini si sono espressi e questo è quanto. Il resto, sinceramente, è un di più che faccio fatica a capire».

LE REAZIONI/2. I referendari: l'ex sindaco Bignotti. Il telefono di Germano Bignotti suona in continuazione nel “day after” la vittoria al referendum. «Il primo dato significativo – dice – è che senza Solferino Domani, il comitato Referendum Solferino e il comitato No Fusione, nessuno avrebbe informato i nostri concittadini. Tutto sarebbe andato avanti senza chiedere il parere ai solferinesi. Di questo il sindaco deve prendere atto, visto che lei e la sua maggioranza invitavano a non andare a votare. E soprattutto hanno raccontato molte bugie, in primis il fatto che questa consultazione non aveva valore. Così cade il castello di menzogne dette fin da quanto si è deciso di indire il referendum».

I caroselli notturni dopo il voto a Solferino

I numeri vengono poi chiamati a suffragare l’analisi politica: «Il sindaco governa con 809 voti; domenica 1.158 persone hanno chiaramente detto di non essere d’accordo con la sua scelta amministrativa (e cioè 349 voti in più rispetto ai suoi voti del 2014). Vien da sé che il sindaco non ha più la maggioranza dei voti, e dunque la via ci sembra una sola: quella delle dimissioni».

La festa del comitato Referendum Solferino per la vittoria del "no" SOLFERINO. A livello nazionale il referendum sulle trivelle è stato un flop. Opposto il discorso a Solferino, dove gli elettori erano chiamati ad esprimersi anche su un quesito locale: bocciare o meno il piano quadro di accorpamento con Castiglione delle Stiviere? Quorum raggiunto con largo anticipo e schiacciante vittoria dei "no", per bocciare l'accorpamento. Per i promotori del referendum nella notte è scattata la festa.

Per Bignotti, dunque, il sindaco non ha più la maggioranza, ma non solo «perché 1.158 voti vuol dire che anche molti suoi elettori si sono sentiti traditi da chi non ha rispettato il programma, votando una fusione che non era neppure contemplata quando ci si è presentati ai solferinesi». Ma il dato politico porta Bignotti anche a un’altra richiesta: «In ogni caso, questi numeri ci dicono una sola cosa, e cioè che va immediatamente revocata la delibera sulla fusione, visto che è un’altra delle bugie raccontate in questo periodo. Il consiglio comunale ha votato per la fusione il 25 febbraio; ora spetta alla giunta regionale deliberare il referendum. Ma questo dato di domenica non può essere ignorato e, prima di far spendere soldi a tutti, è meglio intervenire e bloccare il processo, visto che i solferinesi hanno deciso che è meglio trattare con Comuni di pari dimensione».

Bignotti, poi, ringrazia i suoi concittadini: «I dati sull’affluenza sono sorprendenti e inattesi, segno che i solferinesi sono attenti, intelligenti e preparati. Soprattutto vogliono essere coinvolti su decisioni così importanti, e hanno voluto informarsi. I comitati sono stati preziosi, hanno fatto un ottimo lavoro. Cosa che l’amministrazione non ha fatto. Non solo ha invitato a non andare a votare, ma non si è neppure presentata alle urne. Eppure il primo cittadino dovrebbe essere imparziale: un altro motivo per dimettersi. Questa politica e queste scelte amministrative sono state bocciate».

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