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Mantova Capitale, controlli in centro a tavolini e prezzi hotel

Il vicesindaco Buvoli: «Stop a chi occupa spazi che dovrebbero rimanere liberi». Il Comune alle categorie per le tariffe degli alberghi: «Non si approfitti dei turisti»

MANTOVA. «Vogliamo che tutti rispettino le regole». Con queste parole il vicesindaco Giovanni Buvoli inaugura, idealmente, una stagione di controlli per evitare che la capitale della cultura diventi presto anche una capitale dei furbetti.

Il primo punto di questa strategia è quello dei controlli dei cosiddetti plateatici, ovvero degli spazi che i bar ed i ristoranti pagano al Comune per mettere i tavolini all’aperto in un’area pubblica. Chi paga per avere a disposizione un certo numero di metri quadrati non può (non potrebbe) eccedere, sia per correttezza amministrativa, sia perché ci sono spazi che devono rimanere a disposizione di chi passeggia, di chi vuole fruire della città. «Le regole ci sono, ma non abbiamo certo l’intenzione di creare disagi ai ristoratori o ai baristi - spiega Buvoli - Infatti i controlli vengono fatti prima delle ore di punta: in questo modo si evita di far rimanere in piedi qualcuno. La nostra intenzione è di procedere in accordo con le organizzazioni di categoria, alle quali abbiamo chiesto un intervento per sensibilizzare gli associati».

Come la Gazzetta aveva avuto modo di anticipare alcuni mesi fa, i controlli si concentrano - come è naturale che sia - nell’area del centro storico, area ad altissima vocazione turistica soprattutto ora, dopo la nomina a capitale delle cultura. Buvoli spiega anche che i vigili urbani hanno già individuato alcune infrazioni in piazza Erbe.

C’è poi un’altra questione, sempre legata all’aumento dei visitatori nei fine settimana. Il pieno di turisti, soprattutto nei fine settimana, può anche far venire la voglia a qualcuno, fra gli albergatori, di fare cassa in vista dei mesi bui alzando i prezzi.

E allora Buvoli ha preso carta e penna e ha scritto a Confcommercio e Confesercenti: «L’intento non è quello di esercitare un controllo di tipo poliziesco - puntualizza il vicesindaco - ma quello di far capire agli albergatori, tramite i loro rappresentanti, che se qualcuno rimane scottato da un viaggio a Mantova poi non viene più, ed il patrimonio del flusso turistico viene perduto in fretta. La città deve essere accogliente e nessuno deve approfittare della situazione, anche perché poi queste cose vengono subito a galla: oggi la notizia di un prezzo spropositato per una camera viaggia alla velocità della luce sui social network e sui siti specializzati nelle recensioni, come Tripadvisor. E se Mantova si fa la pessima fama di una città che impone prezzi eccessivi, non si va da nessuna parte. Ho chiesto a Confcommercio e Confesercenti si fare un’opera di sensibilizzazione. Perché dopo la Celeste Galeria, quando qualcuno aumentò i prezzi delle stanze, per un bel pezzo il turismo a Mantova ne risentì parecchio. Noi stiamo investendo molto sulla città e vogliamo che l’investimento dia i frutti a lungo termine».

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