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Mantova, entrano nel vivo i 4 piani post-Ies. Via ai cantieri per quasi 200 posti

Filo conduttore: si punta sulla green economy. E l’assessore regionale Parolini si complimenta: «Un modello esemplare di reindustrializzazione» 

MANTOVA. Quasi 200 posti di lavoro nel giro di quattro anni e quattro progetti in prima linea per il rilancio economico di un territorio martoriato dalla crisi nonché per il suo recupero ambientale: ha tutte le carte in regola per creare un distretto all’insegna della green economy destinato a fare scuola, la reindustrializzazione post raffineria che da ieri è entrata nel vivo con la presentazione ufficiale dei piani promossi da Ies-Mol e advisor Sofit.

Un «ottimo lascito che può essere di prospettiva per il territorio» secondo l’amministratore delegato di Ies Maurizio Migliarotti. Ed a definirla «una soluzione esemplare», un modello che vedrà Mantova «insegnare qualcosa al resto della regione» è stato lo stesso assessore regionale Mauro Parolini intervenendo al tavolo che ha visto riuniti a Mantova tutti i soggetti coinvolti in questo percorso iniziato nel 2014 con l’accordo siglato al ministero dello sviluppo economico.

Ma ecco cosa prevedono i progetti, i loro tempi e chi sono le aziende proponenti.

PROGETTO SPHERE 2020. Produzione di pellet e phytoremediation nell’immediato a cui affiancare in un secondo momento anche la produzione di caldaie sono le attività al centro del progetto Sphere 2020 firmato da una rete composta dal consorzio cooperative sociali Sol.Co di Mantova, da EcoVal di Montichiari e dal Consorzio Vivaisti Europei di Canneto sull’Oglio. L’investimento complessivo al momento stimato è di circa 8 milioni di euro. Posti di lavoro totali: 77. Per il pellet sono previste 15 assunzioni a tempo pieno già dal prossimo settembre e altre 38 nella fase di piena operatività a partire da aprile 2017. Per la Phytoremediation: 5 assunzioni nella fase iniziale (giugno 2016) e altre 13 tra gennaio e maggio 2017.

PELLET E CALDAIE. Il progetto industriale di Sphere 2020 prevede due fasi: coltivazione da biomassa e produzione di pellet con commercializzazione dello stesso; costruzione-installazione di caldaie, produzione e commercializzazione del pellet, servizi energetici e manutenzione impianti. Dal prossimo mese scatteranno semina e coltivazione su varie aree del territorio mantovano (mille ettari di terreno circa) di una graminacea selezionata chiamata Herbal Crops in grado di sostituire la biomassa che attualmente l’Italia importa per il 90% dall’estero ed è per lo più frutto di deforestazione. Il pellet verrà prodotto su 40mila metri quadrati di terreni Ies esterni dal Sin che comprendono anche l’edificio di Corte Bassani. Qui da febbraio 2017 entrerà in funzione un impianto di pellettamento per sbriciolare, essiccare e pressare la biomassa e arrivare a una produzione di 45 mila tonnellate all’anno da destinare a impianti di energia elettrica e termica.

PHYTOREMEDIATION. Tra gennaio e dicembre del prossimo anno in zona Vallazza vedremo sorgere un polmone verde su un territorio di cinque ettari: si tratta di piante ad alto fusto e arbusti con una vita media molto lunga (si parla di cento anni) in grado di assorbire l’inquinamento da terra e aria. Un progetto all’avanguardia applicato per la prima volta su larga scala in Italia. I prossimi mesi saranno dedicati, come ha spiegato ieri a Mantova la dottoressa Rita Baraldi del Cnr, a individuare le specie più idonee a questo scopo .

PROGETTO CAPOTERRA. In campo per la produzione e commercializzazione di prodotti ortofrutticoli l’azienda marchigiana Agrinovana e la Cooperativa creata da 8 ex lavoratori Ies. Su 130mila metri quadrati produrrà ortaggi e verdure fuori suolo (coltivati su un substrato di fibra di cocco) in tensostrutture protette multifunzione. Il progetto prevede anche la realizzazione di una piattaforma logistica in un’area al di fuori del compendio Ies per la distribuzione dei prodotti di una rete di aziende e anche per l’e-commerce. Investimento: 2,5 milioni di euro (1,2 per la parte produttiva) frazionati in 4 anni. Posti di lavoro programmati: 21 entro fine 2016 che diventeranno 39 entro fine 2017, quindi 56 a dicembre 2018, 63 a fine 2019 e 77 a fine 2017. I primi 10mila metri quadrati di serre saranno realizzati entro il prossimo luglio mentre altri 20.00 entro maggio 2017.

MULTIFACTORY. A firmare l’incubatore di autoimprenditorialità è la società di consulenza Osun Wes con sede in provincia di Potenza specializzata in multifactory. Si svilupperà nell’area villette di Ies per un totale di circa duemila metri quadrati e a regime potrà accogliere 46 microimprese per un totale di 45 posti di lavoro in 3 anni (18 entro la fine del 2016). Per selezionarle nelle prossime settimane verrà realizzata una Call pubblica, una sorta di bando, nelle quale si invitano imprese e freelance a presentare un proprio programma. Lo sviluppo del progetto si estende su un periodo di 12 anni ed è di 12 il numero minimo di aziende necessarie per partire. Investimento: 500mila euro. Il via è previsto per metà giugno.

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