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Una notte che non finisce mai. Mantovavive fa il botto

Musica e show nel centro preso d'assalto dai turisti. Gli organizzatori entusiasti: è il biglietto da visita di Mantova capitale della cultura

La Mantova che vorrei è qui, nelle strade del centro che sembrano scoppiare. Musica ad ogni angolo, i bimbi seduti in piazza Sordello con gli occhi sgranati davanti ai burattini. Stormi di ragazzi appollaiati sulle sedie dei bar e anziani che interrompono la passeggiata per battere i piedi al ritmo delle percussioni.

Mantovavive ha illuminato il centro storico
Mantovavive, la notte della città capitale

E’ il biglietto da visita ideale di Mantova capitale della cultura, questa serata, notte luccicante più che bianca: un manifesto della città che sogna di voltare pagina, da bella addormentata a centro di energia vitale. Non nasconde la soddisfazione il vicesindaco Giovanni Buvoli, che rappresenta il Comune organizzatore di Mantovavive con Confcommercio e Radio Pico. «Stasera Mantova sta pulsando, è il segno che il premio ricevuto si sta concretizzando, lo vediamo anche dal numero dei turisti che cresce». Il primo appuntamento delle tre notti estive vuol essere «un inizio, non un arrivo,il simbolo di una città che deve rinascere». Buvoli vede una notte dedicata sia ai turisti che ai mantovani, «per vivere la città in modo alternativo, con i negozi aperti e spettacoli ovunque. E abbiamo voluto dare a tutti la possibilità di viverla senza auto: per questo ci saranno i bus navetta fino a mezzanotte». In una delle due fermate, al Campo Canoa, si sono formate lunghe code, tanto che l’autista ha tranquillizzato la gente assicurando che sarebbe tornato per caricare quelli rimasti a terra nel giro di pochi minuti.
«Mi dicono che i bus navetta stanno funzionando bene, credo che proverò a fare un giro anch’io. I parcheggi fuori dalla città, e non sono neanche le otto e mezza, sono già tutti occupati: vuol dire che la gente ha capito il messaggio».
In centro, da via Roma a piazza Sordello, un tappeto di gente. In piazza Mantegna la magia regalata dagli artisti di strada Famille de  la rue, con lo spettacolo di trasformismo e illusionismo sui trampoli. In corso Umberto, poco lontano, Donata Luani interpreta i brani più amati di Mina; in Pradella echeggiano i cin cin degli aperitivi con le atmosfere jazz create dal sax di Fabio Rossi. Il centro insomma è un grande expò che regala proiezioni verso orizzonti diversi, ma tutti coloratissimi. «Questa dovrebbe la normalità. E per realizzarla noi ci stiamo mettendo anima e corpo. E’ giusto che sia così- dice Stefano Gola, presidente di Confcommercio Mantova - deve essere così, perché questa città lo merita: tutti quelli che la visitano se ne innamorano, ha tutte le carte in regola per essere davvero una capitale della cultura e dell’arte, ma i primi a crederci devono essere proprio i mantovani». “Capitale” è un’etichetta impegnativa, «una sfida. E noi come Confcommercio stiamo preparando proprio un vademecum con i consigli sull’accoglienza ai turisti. E questo un bel punto di partenza, un modello da seguire. Mantova in questi anni si è isolata, e non è stata abbastanza ricettiva verso i paesi della provincia, e la gente si è rivolta altrove. Deve tornare ad essere la Mantova delle vasche. Bisogna cercare di non perdere i ragazzi, altrimenti si rischia di diventare una città per vecchi».
Dalla Casa del Rigoletto, qualche minuto dopo la presentazione degli organizzatori in piazza Marconi, parte il percorso guidato per le corti esterne di palazzo Ducale, fino al Bibiena, giù per il ghetto ebraico per arrivare alle Pescherie. Mantova, tra uno spritz e i dj set agli angoli delle strade, mostra ai più tenaci il suo splendore di capitale. Il sogno, stasera, si avvera.