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MANTOVA

Alla Maturità il rischio defezioni. Un presidente su 3 viene da fuori

Venti delle 63 commissioni d’esame affidate a docenti che risiedono in altre province lombarde L’isolamento della città favorisce le rinunce. Ma c’è chi è felice di venire nella Capitale della cultura

MANTOVA. Gli effetti positivi di Mantova capitale delle cultura si fanno sentire nelle circostanze più impensate. Ad esempio nella formazione delle commissioni di docenti per l’ormai imminente esame di maturità, che coinvolgerà a Mantova e provincia 2.517 studenti e centinaia di docenti, duecento dei quali nel ruolo di commissari esterni. Che relazione c’è tra le due cose? «Succede che il presidente di una commissione d’esame residente in un’altra provincia ha mostrato entusiasmo per la nomina, dice che vuole gustarsi la capitale della cultura». A riferirlo è Gianpaolo Ferrarini, coordinatore dello staff dell’ufficio scolastico territoriale, il Provveditorato, che si occupa dell’organizzazione della maturità 2016, assieme alla preside Cristina Bonaglia, incaricata di controllare che tutto si svolga secondo le regole.

Ma in via Cocastelli sanno bene che non tutti i docenti residenti in altre province e destinati dalla direzione scolastica regionale alle commissioni d’esame nelle superiori di Mantova, Castiglione, Viadana, Ostiglia, Suzzara e via dicendo, hanno accolto la comunicazione con lo stesso entusiasmo. Nessuna lamentela, ovvio, ma l’esperienza degli anni passati insegna: Mantova non è una piazza gradita da chi deve venirci a fare il commissario della maturità da un’altra provincia. Motivo? La principale ragione è che i collegamenti, come ben sappiamo, sono poco sviluppati. Venire a Mantova in treno da centri come Varese, Bergamo, Sondrio o l’hinterland milanese, è complicato. Le rinunce degli ultimi giorni, secondo l’esperienza del personale di via Cocastelli, sono una costante di ogni edizione della maturità.

Il problema è che quest’anno le quote di insegnanti lombardi assegnati alle nostre scuole sono piuttosto elevate; 20 dei 63 presidenti di commissione nominati dall’amministrazione scolastica regionale provengono da centro fuori provincia (Pavia, Milano, Cremona Brescia, Bergamo, Varese, Como, Voghera). Più o meno uno ogni tre. La percentuale dei commissari esterni non mantovani è più bassa (attorno al 15%), ma i numeri assoluti sono più elevati, visto che stiamo parlando di alcune decine di insegnanti. Ovviamente la maggior parte di loro sarà presente il 22 di giugno, giorno della prima prova scritta (Italiano) della maturità. Ma in via Cocastelli ci si prepara a ogni eventualità, alle rinunce dell’ultimo momento (o quasi). E chissà che la faccenda di Mantova capitale non dia una mano allo staff dell’ufficio scolastico.

Ai nastri di partenza i ragazzi di terza media. Per loro gli esami iniziano lunedì. Dovranno affrontare cinque scritti contro i tre della maturità prima dell’orale. Una formula che diversi addetti ai lavori hanno giudicato eccessiva.

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