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La Lega: ci riprendiamo il Comune

Gli ex sindaci Fava e Panizzi: «Il paese è allo sfascio. Ora basta»

POMPONESCO. Per vent’anni, con i doppi mandati prima di Gianni Fava e poi di Daniele Panizzi, il Comune di Pomponesco ha avuto una guida del Carroccio. Ma nel 2012 la divisione del centrodestra lo ha consegnato alla civica di Pino Baruffaldi. Ad un anno dal voto la volontà è ormai chiara. Ed è l’onorevole Gianni Fava, oggi assessore regionale a delinearla. «Abbiamo lasciato nelle mani di Baruffaldi un Comune modello, che tanti ci invidiavano. Lui in quattro anni è stato capace di portarlo al ...

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POMPONESCO. Per vent’anni, con i doppi mandati prima di Gianni Fava e poi di Daniele Panizzi, il Comune di Pomponesco ha avuto una guida del Carroccio. Ma nel 2012 la divisione del centrodestra lo ha consegnato alla civica di Pino Baruffaldi. Ad un anno dal voto la volontà è ormai chiara. Ed è l’onorevole Gianni Fava, oggi assessore regionale a delinearla. «Abbiamo lasciato nelle mani di Baruffaldi un Comune modello, che tanti ci invidiavano. Lui in quattro anni è stato capace di portarlo allo sfascio e per giunta senza progettualità o idee amministrative. Con scelte inefficienti e servizi appaltati a cooperative private. Ma adesso il gioco è finito. Dalle prossime settimane tornerò dopo 10 anni a fare politica attiva a Pomponesco. E Baruffaldi sappia che ora il centrodestra è unito».

Al peso politico di Fava, determinante nelle vittorie di Viadana e Marcaria e nella caduta di Bozzolo si aggiunge la rabbia di Panizzi. Ed è una frase dello stesso primo cittadino a scatenarne la reazione. «Baruffaldi dice che ha ricevuto in eredità una macchina amministrativa carente. Ma è falso. Con i nostri quatro mandati abbiamo portato centro polisportivo, campi da tennis, teatro, cimitero rinnovato. Le preoccupazioni di Baruffaldi sono state la morte dell’asinello di Santa Lucia e rattoppare le buche in strada con la ghiaia, anziché asfalto. Intanto ha portato la pressione fiscale al massimo e non ha preso posizione sulla Chimica. Il suo è un fallimento».(fr.r.)