Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui

Palazzo Ducale da record: in sei mesi sfiorati i 200mila visitatori

La reggia si prepara alla grande mostra di Albrecht Dürer che si terrà in ottobre Assmann: «Bene, ma manca personale. Paolozzi? Scelta non utile né opportuna»

MANTOVA. Palazzo Ducale da record: a fine giugno i visitatori avevano già sfiorato i 200mila, più 33% rispetto all’anno scorso. Esattamente: 180.102 ingressi rilevati all’entarata con la “pistola” elettronica, più altri 22mila contati a mano tra la mostra di . Moya (14mila) e quelle alla Galleria. E’ il bilancio del museo di Palazzo Ducale offerto dal direttore Peter Assmann insieme alla vice Renata Casarin. «In tutto il 2011, prima del sisma - spiega Assmann - gli ingressi furono 220mila. Abbiamo fatto meglio di Brera e dell’Accademia di Venezia, + 13%. In realtà volevo si capisse che Mantova per l’arte e la cultura non è una piccola città, ma un centro d’attrazione. Volevo un museo vivo, con visite libere e guidate, laboratori, corsi, didattica. Ci sono e vorremmo aumentarli. Volevo portare l’arte contemporanea e far sentire, con tante iniziative, che il 2016 è un anno speciale. E volevo aprire alcuni spazi chiusi e far conoscere luoghi quasi sconosciuti o dimenticati». Ma Palazzo Ducale, il museo-reggia più grande d’Europa dopo il Vaticano, “non è solo un Paradiso” ammette Assmann, ricordando la grave carenza di personale. I custodi sono 78 (anzi 77 perché uno è passato all’Archivio di Stato). «Anni fa – ricorda Casarin – erano 120, ma, almeno, averne 20 in più». «E mancano 8 funzionari – nota Assmann -, storici dell’arte, architetti, un amministrativo e chi fa comunicazione». Intanto Alessandro Colombo (già capo di gabinetto del sindaco Sodano) è comparso come “consulente volontario” del direttore.

Insomma si è partiti alla grande, il bilancio è di due milioni, «di cui 500mila per le utenze, per tenere aperto il museo» dice Assmann, ma la struttura è la stessa. Anzi, la nuova Sovrintendenza per Mantova, Cremona e Lodi, «che sarà ospitata al Ducale e deve crearsi un organico, potrebbe sottrarci forze» per l’opzione dei dipendenti. Il direttore austriaco non usa cortesie diplomatiche per Giovanna Paolozzi Strozzi alla guida della nuova Sovrintendenza di Mantova. «E’ una scelta che non capisco, riportarla con ruolo diverso nel museo che ha diretto non mi pare opportuno né utile». Poi fa capire che cercherà la collaborazione, come sta facendo con tutti, dal Comune a tutte le istituzioni e associazioni culturali cittadine: Politecnico di Milano, Mantova Creativa, lo sponsor Lubiam, Tea, Trame Sonore, Società per Palazzo Ducale, Amici di Palazzo Te.

«Mantova Architettura ha avuto grande risonanza internazionale. Per Trame Sonore, con Fabiano cercheremo fondi fuori Mantova, per mantenere alta la qualità». Elencando tutto quanto fatto in questo primo semestre 2016, Assmann ha citato tra l’altro il nuovo sito online, dal quale si potrà prenotare il biglietto e stamparlo a casa, in qualunque parte del mondo, evitando così le file in piazza Sordello. Ed ha anticipato l’evento più importante, cioè la mostra “Albrecht Dürer, Incisioni influssi”, dal 7 ottobre all’8 gennaio 2017, e gli eventi collaterali al Festivaletteratura come l’incontro fra il critico d’arte Bruno Corà (9 settembre, Sala di Manto) e lo scultore giapponese Hidetoshi Nagasawa, autore di “Vortici” in piazza Sordello, forse quello che più ha dato soddisfazione ad Assmann tra gli obiettivi colti nella prima metà dell’anno.

Ci saranno altre mostre di arte contemporanea, tra cui quella degli outsider dal 2 settembre, e “Hannukah Lamps”, ovvero le lampade della grande festa ebraica in collaborazione con Casale Monferrato, nel Refettorio di Santa Croce, normalmente chiuso.

E poi le installazioni del fotografo Giordano Morganti in Sala degli Specchi e Galleria dei Fiumi (9 settembre-30 ottobre) che coinvolgerà anche la facciata.

E le visite guidate alle Carceri dei Martiri di Belfiore nel 150° dell’annessione di Mantova all’Italia. «Da austriaco lo ritengo un tema importante, quello dell’identità, cosa vuol dire essere mantovano, italiano, austriaco, europeo» chiosa Assmann. Inoltre la presentazione del libro di Edgarda Ferri su Isabella d’Este, “un personaggio così importante e di fascino che vorrei dedicarle un museo a parte” commenta il direttore che cita anche il progetto insieme all’università della California. E l’elenco non è finito.