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Mantova invasa dai mostriciattoli: è Pokemon Go mania

L'applicazione per smartphone sfida i giocatori (non solo ragazzini) a girare il mondo reale per collezionare creature virtuali: i luoghi simbolo della città diventano punti di riferimento per gli allenatori. Il titolo della Nintendo vola in borsa: dal lancio del gioco è +93%. Ma non mancano le polemiche: per Telefono Azzurro l'app mette in pericolo i bambini

MANTOVA. Videogiochi, roba da bambini. Al massimo da adolescenti che ancora non conoscono il rasoio da barba. O forse no visto che la app Pokemon Go in una settimana ha fatto segnare un +93% al titolo Nintendo (ricordate Mario Bros.?) alla borsa di Tokyo. Stiamo parlando di una cascata di denaro senza fine, di numeri pazzeschi. Un affare che vale miliardi di dollari, una trentina secondo le stime diffuse in questi giorni in ambienti finanziari. La mania di Pokemon Go, il gioco per smartphone che consiste nel dare la caccia nel mondo reale ai mostriciattoli virtuali grazie a Gps e realtà aumentata, negli ultimi giorni ha contagiato anche Mantova.

C'è un mostro in redazione. Abbiamo provato l'applicazione per un paio di giorni partendo dalla redazione della Gazzetta in piazza Mozzarelli e in seguito ci siamo addentrati nel centro storico di Mantova. Appena avviato, il gioco ci ha messo subito davanti ad una sfida non da poco: liberarci di un Pidgey, un pokemon volante che si era posato sul distributore di snack. Sono bastati pochi tocchi allo schermo del cellulare per farlo nostro grazie ad una sfera pokè, una palla che ha il potere di imprigionare i pokemon. Nemmeno il tempo di riprenderci ed ecco subito un'altra missione: un secondo Pidgey insidiava un giornalista intento a stampare la bozza di una pagina sportiva del quotidiano in uscita il giorno successivo. Anche in questo caso catturare il pokemon non è stato difficile. E due.

Pokemon volanti in Gazzetta
Pokemon volanti in Gazzetta

I pokemon e l'eroe dei due mondi. Giocare al chiuso con Pokemon Go non è molto stimolante, l'applicazione è stata pensata per sostituire l'accoppiata divano-videogame con quella smartphone-gambe in spalla. Quindi ci muoviamo anche noi e da Valletta Valsecchi camminiamo verso il centro storico. In piazza dei Mille, precisamente in corrispondenza della statua di Garibaldi, il nostro cellulare ci segnala la presenza di una poke-station, cioè un luogo fisico che nella realtà virtuale del gioco corrisponde ad check point da cui ricavare gadget utili per la nostra avventura. Nello specifico l'eroe dei due mondi ci regala tre sfere utili ad acchiappare mostriciattoli. Ringraziamo e proseguiamo. In corso Garibaldi ci imbattiamo anche in uno Zubat e in un granchietto che catturiamo senza pietà.

Corso Garibaldi invaso dai...
Corso Garibaldi invaso dai mostriciattoli Nintendo

La movida Nintendo. E' in centro però che Pokemon Go dà il meglio: vedere apparire sullo smartphone un animaletto mentre saltella sui gradini di Sant'Andrea è un'esperienza particolare, così come è inconsueto catturare un pokemon mentre passeggiamo dalle parti di piazza Erbe. Di giorno o di notte, con il sole o sotto la pioggia: a Mantova le creature mostruose amiche dell'uomo sono ovunque. Nel bel mezzo di piazza Sordello abbiamo incontrato un ragazzo sui 25 anni alle prese con la cattura di un mostriciattolo particolarmente resistente. Qua e là per il centro si incrociano ragazzini con lo sguardo fisso sullo schermo del telefonino. E in molti casi WhatsApp non c'entra.

Pokemon in centro città, tra movida...
Pokemon in centro città, tra movida notturna e pausa pranzo

Il gruppo Facebook. Su Facebook il gruppo Pokemon-Go Mantova ha un centinaio di iscritti: non sono pochi considerato che l'app è disponibile in Italia dal 15 luglio. Sulla bacheca del gruppo si parla di strategie, ci si scambia consigli su come potenziare i pokemon e soprattutto si cerca di capire insieme dove si nascondono gli esemplari più rari.

Una delle prime schermate di gioco
Una delle prime schermate di gioco

Il no sunnita.  Fin qui le note liete della pokemon-mania. Già, perché in questa prima metà di luglio (il gioco è disponibile dal 6 in Usa, Australia e Nuova Zelanda, dal 15 anche in Europa) non sono mancate le polemiche. Abbas Shouman, vicecapo ed assistente dell'iman di Al Azhar, la massima autorità islamica sunnita in Egitto ha dicharato che "Pokemon Go è proibito dall'Islam, è come l'alcol, perché influenza la mente in modo negativo e fa male algiocatore e agli altri senza che ne ve sia consapevolezza».

Aldo, Giovanni e Giacomo in versione...
Aldo, Giovanni e Giacomo in versione pokemon sulla pagina Fb del trio comico

Il monito di Telefono Azzurro. Allo stesso tempo c’è chi, come Telefono Azzurro, sottolinea la pericolosità di Pokemon Go, soprattutto per gli adolescenti. “La realtà aumentata e la geolocalizzazione, che costituiscono i principi fondamentali del gioco, rischiano di esporre i piccoli giocatori a non pochi pericoli, primo fra tutti l’adescamento da parte di adulti malintenzionati, con gli scopi più diversi, dalla rapina all’abuso sessuale”, spiega in un comunicato l’associazione che difende i diritti dei minori. “Questo perché l’applicazione coniuga le basi del videogioco con il mondo reale: per catturare i pokemon occorre spostarsi fisicamente nello spazio. Episodi come quello del Missouri, dove tramite l’applicazione quattro rapinatori armati hanno attirato e derubato 11 adolescenti in una zona isolata, non devono più accadere. Così come devono essere scongiurati i rischi di investimenti o incidenti stradali per distrazione”. Violente polemiche su Pokemon Go sono state sollevate anche in Israele , Polonia e Stati Uniti

 


 

 

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