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Le Pescherie ora si sdoppiano, ecco il piano per valorizzarle

Uno scorcio suggestivo delle Pescherie di Levante

Il vice sindaco Buvoli: «Una parte andrà in concessione alle associazioni, l’altra la venderemo». L’ultima parola al consiglio che giovedì deciderà anche se avviare l’operazione entro l’anno

MANTOVA. Pescherie di Levante, si cambia. Messe più volte all’asta (la prossima sarebbe la quarta) e mai vendute, adesso si tenta la carta dello spacchettamento: una parte, quella cinquecentesca sopra la Loggia, da dare in concessione ad associazioni e l’altra, quella ottocentesca che affaccia sul Rio, da vendere. L’obiettivo è duplice: valorizzare un monumento e disfarsi di un edificio che costa troppo in manutenzione. Prima, però, bisognerà ottenere il via libera del consiglio comunale che, sull’argomento, dovrà esprimersi giovedì (ore 18.30).

«La precedente amministrazione di centrodestra - spiega il vice sindaco nonchè assessore al bilancio Giovanni Buvoli - aveva già una trattativa avanzata con quattro privati che avrebbero comprato l’immobile di 600 metri quadrati per ricavarne quattro appartamenti da 150 metri l’uno. La trattativa, poi, è saltata e le Pescherie sono rimaste al Comune, ma noi vorremmo scongiurare l’eventualità che quel pezzo importante di patrimonio storico-artistico della città diventi proprietà di privati e perda qualsiasi funzione pubblica».

L'assessore al bilancio Giovanni Buvoli

Per evitare tutto questo il Comune si è inventato lo spacchettamento: «Vorremmo scorporare una parte delle Pescherie, l’appartamento che c’è sopra la loggia cinquecentesca, e fare un bando per darla in concessione ad associazioni affinchè la valorizzino, a partire dalla sua ristrutturazione. Si tratta di circa 300 metri quadrati del valore di 270mila euro. Il resto dell’immobile che affaccia sul Rio, compresa la spiaggetta che digrada verso il corso d’acqua, verrà, invece, messo in all’asta. Non abbiamo, però, ancora fissato il prezzo».

Il consiglio comunale, prima di dare l’ok alla suddivisione dell’immobile, dovrà anche dire sì alla vendita anticipata al 2016. Nel piano alienazioni approvato in occasione del bilancio preventivo, la vendita delle Pescherie era slittata al 2018 e la base d’asta era stata fissata in 558mila euro, in discesa rispetto alla precedente di 620mila euro quando, per ben tre volte, non suscitò gli appetiti di alcuno. Adesso si tratta di rivedere la collocazione temporale della cessione e anticiparla di un anno e mezzo, sperando che finalmente vada a buon fine. «La scelta di dare in concessione le Pescherie - dice Buvoli - è la conseguenza logica del recupero del Lungorio fatto di recente con le beccherie, i giardini e il campanile di San Domenico». (Sa.Mor.)