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Argilla inquinata, quattro indagati

Il prodotto era lavorato a Carbonara e usato per una discarica nel Bresciano

CARBONARA DI PO. La “Similargilla” prodotta attraverso il recupero di rifiuti non pericolosi con l’aggiunta di argilla naturale nell’impianto della Recuperi Industriali di Carbonara di Po, ed utilizzata per l’approntamento della futura discarica di inerti Cava Inferno dislocata in Comune di Ghedi (Bs), è risultata contaminata da idrocarburi. Per questo sono state disposte ispezioni in oltre 10 siti, sedi di società. Il Corpo Forestale dello Stato ha messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria oltre 40 agenti. Sono stati, inoltre, perquisiti anche due laboratori di analisi chimiche ambientali, uno ubicato in provincia di Milano ed il secondo a Roncoferraro, i quali sono stati utilizzati dalle ditte suindicate, per l'analisi di omologa della Similargilla prima di essere conferita in Cava Inferno.

Il risultato delle azioni di Polizia giudiziaria hanno permesso agli agenti del Corpo Forestale dello Stato di porre sotto sequestro migliaia di documenti, i quali ora sono al vaglio del personale del CFS in servizio presso la Procura della Repubblica.

Per adesso il risultato dell’indagine ha permesso di iscrivere sul registro degli indagati dell’autorità giudiziaria quattro persone.

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