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IL LUTTO

Addio a Sanfelici, una vita dedicata a politica e sindacato

Il 10 settembre avrebbe compiuto 85 anni. Storico esponente della sinistra mantovana e della Cgil

MANTOVA. Mario Sanfelici avrebbe compiuto 85 anni il prossimo 10 settembre. E’ morto la mattina di martedì 30 agosto dopo una vita dedicata alla politica e al suo sindacato, la Cgil: la sinistra perde così un uomo che ne ha attraversato, contribuendo a scriverla, la sua lunga storia. Sanfelici aveva iniziato da ragazzo ad occuparsi attivamente di politica, e negli anni Cinquanta si era iscritto alla Federazione Giovanile Socialista. Nell’ambito del Partito Socialista Italiano, cui era approdato da adulto, aveva stretto una forte amicizia, fra gli altri, con Gianni Usvardi.

La passione politica andava di pari passo con quella per l’attività sindacale, e Sanfelici era entrato, come rappresentante socialista, nella Cgil. Per il sindacato, in segreteria, si occupava di programmazione e analisi economiche. Sanfelici aveva una forte vocazione internazionalista e, infatti, come rappresentante della Cgil italiana andò a Praga prima dell’invasione sovietica nella Federazione mondiale del sindacato.

Dopo questa esperienza si iscrisse al Psiup (Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria), che è stato attivo fra il 1964 ed il 1972.

Con lo scioglimento del Psiup, Sanfelici scelse una nuova strada, sempre nel solco della sinistra, e aderì al Partito Comunista Italiano.

Faceva parte della corrente cosiddetta migliorista facendo riferimento a personaggi del calibro di Giancarlo Pajetta (con cui era molto legato), Giorgio Napolitano e Giorgio Amendola. Dopo alcuni anni di lavoro nella federazione mantovana, il Pci lo mandò a Bruxelles come funzionario del parlamento europeo. Vi rimase per parecchi anni, anni in cui Sanfelici intrecciò legami importanti nella politica internazionale.

L’impegno europeo di Sanfelici, con tutte le competenze acquisite, favorì la sua nomina ad assessore provinciale ai tempi della giunta di Massimo Chiaventi. Sanfelici si occupava di programmazione e impostò un lavoro che nei fatti è proseguito fino ad oggi. E’ stato anche presidente dell’Apam. Ma se Sanfelici nutriva un amore viscerale per l’attività politica, lui non era solo questo. Era anche un tennista appassionato ed era una presenza fissa sui campi in terra della Canottieri Mincio, dove teneva banco insieme ad un nucleo storico di amici. La data dei funerali sarà comunicata nei prossimi giorni.

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