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Pochi dirigenti. Ecco i super-reggenti

C’è chi dovrà occuparsi di istituti distanti 70 chilometri l’uno dall’altro. Il caso: una preside solo dalle elementari al diploma

Mantova. Il panorama è decisamente variegato: da chi dovrà occuparsi di scuole distanti anche settanta chilometri l’una dall’altra a chi magari lavorerà nello stesso Comune ma avrà da gestire studenti e docenti di materne, elementari, medie e pure superiori.

Rieccoli: sono i super-reggenti, vale a dire i presidi già titolari a cui il ministero ha affidato l’incarico di guidare oltre alla loro scuola anche una di quelle rimaste senza dirigente. Sono in tutto otto gli istituti vacanti in provincia di Mantova per effetto di pensionamenti o trasferimenti e mercoledì 31 agosto l’ufficio scolastico regionale ha reso noti i nomi dei reggenti per l’intero anno scolastico 2016/2017.

All’istituto superiore Giovanni Falcone di Asola è stato ad esempio assegnato Giordano Pachera, già preside del Greggiati di Ostiglia e Poggio Rusco. Roberto Archi, preside dell’istituto comprensivo Levi di Mantova di cui fanno parte anche una scuola materna, una primaria e una media di Castelbelforte, sarà invece reggente dell’istituto comprensivo Virgilio di Borgo Virgilio. L’Istituto comprensivo di Castel Goffredo va poi a Luisa Bartoli già dirigente dell’istituto comprensivo completo di Asola.

Umberto Resmi che guida l’istituto comprensivo del Po Ostiglia (con scuole anche a Sustinente, Serravalle a Po, revere, Ostiglia, Pieve di Coriano) avrà ora anche la reggenza dell’I.C. di Gonzaga.

E ancora. Al comprensivo Mantova 3 di città arriva Cristina Patria, preside titolare dell’I.C. di Roncoferraro, ambito territoriale dei Comuni di Castel d'Ario, Roncoferraro e Villimpenta. La reggenza dell’I.C. di Sabbioneta, che in quanto “sottodimensionato” (vale a dire sotto la soglia dei 600 studenti) non ha più diritto a un preside titolare, spetta invece a Elena Rizzardelli, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo di Bozzolo.

I due casi più eclatanti sembrano però essere quelli di Paola Bruschi e Mariateresa Barzoni. Già preside dell’istituto Manzoni di Suzzara che comprende circa 900 studenti spalmati su cinque indirizzi di scuola secondaria superiore (liceo classico, liceo scientifico, liceo delle scienze applicate, liceo linguistico, liceo delle scienze umane e istituto tecnico economico), alla Bruschi è stata assegnata la reggenza dell’istituto comprensivo Margherita Hack di Suzzara (dopo che la dirigente Patrizia Mantovani è stata trasferita al Liceo Virgilio di città al posto della professoressa Marcella Ceradini) che conta tre materne, tre primarie e una secondaria di primo grado: insomma dovrà occuparsi di tutti i gradi di istruzione a parte solo asilo nido e università.

Infine Mariateresa Barzoni, dirigente dell’istituto San Felice di Viadana (con all’interno istituto tecnico, liceo scientifico, liceo linguistico e liceo delle scienze umane) avrà ora anche l’istituto superiore di formazione professionale San Giovanni Bosco che oltre alla sede centrale di Viadana conta due distaccamenti a Gazoldo degli Ippoliti e Mantova (in quest’ultimo caso si tratta dell’ex Ipsia Leonardo da Vinci).

Carichi non da poco per circa 740 euro lordi al mese che tra trattenute e ritenute fiscali si riducono a meno di 500 euro in busta e a cui i “prescelti” non possono sottrarsi (salvo motivazioni davvero estreme): l’ordine di servizio dell’ufficio scolastico regionale è sempre in agguato.

Per non parlare del povero vicario di turno che sostituisce il reggente ogni qual volta necessario: non ha diritto proprio a nulla.

In tutta la Lombardia sono più di cento le scuole rimaste senza preside e «deve essere fatto in fretta un concorso per i dirigenti scolastici perché l’anno prossimo non si ripeta ancora questa situazione», commenta il segretario della Flc Cgil di Mantova Massimiliano De Conca.

Il problema, raccontano i docenti, è tutto italiano e si trascina ormai da 17 anni.

«Ma non sono solo le reggenze a preoccuparci - aggiunge De Conca - il concorsone per i docenti, quello partito col vizio di forma e di sostanza di essere un concorso ordinario riservato (ossimoro), doveva partire il primo dicembre 2015, alla fine è stato bandito il 26 marzo 2016, ed è lungi dall’essere vicino ad una conclusione dato che ad oggi diverse classi di concorso non sono neanche state messe in cantiere (fra queste docenti di scuola dell’infanzia!), non ci sono risultati utili per l’avvio dell’anno scolastico, forse se tutto va bene intorno al 15 settembre».

Intanto dalla Cgil scuola campana arriva la notizia che 49 insegnanti di scuola primaria sono stati trasferiti da Benevento a Mantova. E in diversi stanno già pensando di presentare ricorso al giudice del lavoro. Il balletto continua, mentre la prima campanella si avvicina inserorabile: all’inizio delle lezioni manca soltanto una settimana.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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