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L’arcipelago di Ocno incanta la città. In 3mila sulla sponda

Grande successo per l’evento inaugurale sul lago Inferiore. L’Orchestra da camera ha eseguito la Settima di Beethoven

MANTOVA. Quasi non arrivano suoni dalla città, che pure è vicina. Sull’arcipelago di Ocno il tempo sembra fermarsi all’ora del tramonto. L’Orchestra da camera di Mantova inizia a suonare la Settima sinfonia di Beethoven, sotto la direzione di Umberto Benedetti Michelangeli, e per chi ha conquistato una delle isole ideate da Joseph Grima non restano che la contemplazione e l’ascolto. Si può guardare ovunque: per una volta, a Mantova, lo sguardo può spaziare davvero, senza ostacoli di alcun genere. E già questa è una sensazione straordinaria.

Nessuno fiata, e, nonostante gli ovvi limiti dell’acustica, la musica si sente bene. Grazie al sistema di amplificazione, poi, la sentono bene anche dalla sponda del lago Inferiore, dove si sono ammassate circa tremila persone (c’era anche il mercatino) per ammirare l’arcipelago illuminato e godersi l’effetto di un evento come quello di ieri sera. Un evento da capitale della cultura che dalla riva applaudono con calore.

L'arcipelago Ocno incanta Mantova Grande successo per l'inaugurazione con l'orchestra da camera di Mantova. In 3mila sulla sponda

E’ stato un successo vero, insomma, quello del progetto dell’assessore Lorenza Baroncelli sostenuto dal sindaco Mattia Palazzi. E, del resto, era chiaramente nell’aria: bastava notare la curiosità con la quale i mantovani ed i turisti guardavano l’arcipelago in fase di montaggio, nei giorni scorsi.

A colpire, tra le altre cose, il fatto che molte sono state le imbarcazioni private uscite da porto Catena per seguire il concerto serale da vicino: il segno che l’attrattiva era notevole.

«Ora qui sopra ci facciamo anche la giunta e il consiglio comunale», scherzava a fine concerto il sindaco, mentre le barche iniziavano a riportare gli spettatori sulla terraferma. A proposito di terraferma: sull’arcipelago ci si rende conto perfettamente di essere sull’acqua, ma non ci sono rollii tali da dare fastidio. Ed è vero, verificato di persona, che si avverte una sorta di equidistanza fra il centro storico ed il vecchio polo industriale: l’arcipelago è uno spazio di tensione positiva.

Una cosa da sapere assolutamente, poi, è che sull’arcipelago ci si siede per terra e che per ogni isoletta c’è un numero chiuso di accessi.

«Cominciamo questa sera - ha detto Palazzi prima della performance dell’Orchestra da camera e prima di ringraziare la protezione civile ed i vigili del fuoco- ma non ci fermiamo di certo qui, anzi. Il progetto sarà implementato e riproposto, nell’immediato futuro, anche in altre zone dei laghi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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