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Il sindaco spiega il suo no «Avrei svenduto Carbonara»

CARBONARA PO. Quasi tre ore di animate discussioni tra maggioranza e minoranza consiliare di Carbonara di Po, con spazi anche per interventi del pubblico presente. Questo il tempo impiegato per...

CARBONARA PO. Quasi tre ore di animate discussioni tra maggioranza e minoranza consiliare di Carbonara di Po, con spazi anche per interventi del pubblico presente. Questo il tempo impiegato per dibattere sull’interpellanza presentata da Carbonara Viva finalizzata a conoscere le motivazioni che hanno portato la giunta a non accogliere la proposta di Sermide e Felonica per un comune percorso di fusione per incorporazione.

Il sindaco Paola Motta ha esordito ricordando che in diversi, precedenti incontri tra i Comuni del Sei Oltrepò con politici, sindacati e dipendenti, era l’unione il primo obiettivo da raggiungere, la fusione quello futuro e sicuramente non immediato. Solo nel luglio 2016 Sermide e Felonica hanno iniziato a parlare di fusione per incorporazione. Indi ha illustrato esaurientemente differenze, pro e contro di fusioni ordinarie e per incorporazione, frutto di sue informazioni dirette in Regione. «Il Comune incorporato – ha aggiunto – perde la sua personalità giuridica, mentre quello incorporante la conserva e succede in tutti i rapporti al Comune incorporato. Io non svendo Carbonara in pochi mesi, secoli di storia e tradizioni, una buona situazione generale. Sono i miei cittadini che, resi ben consapevoli di cosa vanno a votare, devono decidere in merito». La capogruppo della minoranza Tiziana Pecchini ha lamentato la mancata volontà di dialogo con la minoranza per soppesare assieme il problema e si è chiesta cosa resti da fare ora dopo il connubio Sermide-Felonica e quello in predicato tra Poggio Rusco e Magnacavallo. Una piccola entità con Borgofranco di poco peso istituziona le? Anche i suoi colleghi di minoranza Amadei e Negrelli hanno espresso lamentele e preoccupazioni. Amadei per il futuro delle scuole carbonaresi, i contributi che si perdono per la mancata fusione, un futuro referendum di fusione con Sermide e Felonica che potrebbe anche non essere accettato. Per Negrelli le informazioni su un tema così importante arrivavano solo dalla stampa, ma da incontri chiarificatori con la maggioranza e ha definito antidemocratico e politicamente scorretto tale operato. Infine il sindaco e la vice Bertazzoni hanno detto che non sono mai pervenute dalla minoranza richieste ufficiali di incontri sul discorso fusione con Sermide e Felonica.

Ugo Buganza

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