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La capitale delle cardiopatie infantili

In provincia il tasso è 55,59, a Mantova 93,24, a Porto 90,33 e a San Giorgio 94,12. In consiglio la mozione delle opposizioni

MANTOVA. La popolazione dell’area ristretta parte da una condizione sanitaria sfavorevole rispetto a chi abita, vive e respira nel resto della provincia di Mantova. Ma nemmeno nel comune capoluogo tutto, e nei comuni vicini, si sta tanto bene.

“Area ristretta” significa Cittadella, Gambarara, Ponte Rosso e Boccabusa, i quartieri dove secondo la stessa Pro-Gest maggiore sarà l’impatto delle ricadute del termovalorizzatore e del turbogas associato (così da progetto di revamping della cartiera d ...

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MANTOVA. La popolazione dell’area ristretta parte da una condizione sanitaria sfavorevole rispetto a chi abita, vive e respira nel resto della provincia di Mantova. Ma nemmeno nel comune capoluogo tutto, e nei comuni vicini, si sta tanto bene.

“Area ristretta” significa Cittadella, Gambarara, Ponte Rosso e Boccabusa, i quartieri dove secondo la stessa Pro-Gest maggiore sarà l’impatto delle ricadute del termovalorizzatore e del turbogas associato (così da progetto di revamping della cartiera di viale di Poggio Reale). Stretti nella morsa di un traffico ostinato e delle emissioni sbuffate dalla Burgo fino al 2012, che ancora proietta i suoi effetti, i 5mila abitanti di quest’area soffrono d’inquinamento. La conferma arriva dalla Valutazione d’impatto sanitario (Vis) sollecitata dal Comune di Mantova all’Ats (ex Asl).

Ma se la popolazione dell’area ristretta parte da una condizione svantaggiata, alcuni tra i 42 indicatori di salute scelti per elaborare la Vis descrivono una condizione sfavorevole anche per Mantova, Porto Mantovano e San Giorgio, sia presi singolarmente sia aggregati nell’area ampia - per un totale di 76.350 residenti - definita sulla base della dispersione degli inquinanti più leggeri, come gli ossidi d’azoto. Il confronto è con la popolazione della provincia meno gli abitanti sotto la lente dell’analisi (347.454 abitanti).

Così ad esempio per le cardiopatie in età pediatrica (0-14 anni): se nel resto della provincia il tasso (standardizzato per 1.000 abitanti) è 55,59, a Mantova lievita a 93,24, a Porto a 90,33 e a San Giorgio arriva a 94,12. Per un totale di 92,83 nell’area ampia. L’evidenza si riflette nell’ospedalizzazione dal 2010 al 2014: in età pediatrica i ricoveri per patologie cardiache di bambini residenti a Mantova sono stati 50 (tasso 1,70), 14 per Porto (1,22), 13 per San Giorgio (1,77). Per un totale di 77 ricoveri (1,59) contro i 241 della provincia (0,99). Stesso discorso, anche se con uno scarto più contenuto, per i ricoveri con diagnosi di tumore del polmone (in questo caso il riferimento è alla popolazione totale, non a quella pediatrica): 645 nell’area ampia (tasso 1,54), 2.640 in provincia (1,47). Disaggregando l’area ampia, spicca San Giorgio con 87 ricoveri e un tasso di 1,97.

Restando nel perimetro di San Giorgio, il comune si segnala anche per i ricoveri con diagnosi di tumore alla tiroide: 31 pari a un tasso di 0,65, rispetto ai 504 nel resto della provincia (0,29). Il dato è abbinabile all’incidenza del tumore alla tiroide, ovvero i nuovi casi dal 2006 al 2010: 322 nella popolazione di confronto (tasso standardizzato per 100mila, 19,40), 31 a San Giorgio (38,34). Il Comune di Mantova si segnala invece per l’incidenza di tutti i tumori - 2.068 contro 11.743 - del tumore alla mammella - 294 a 1.527 - del tumore al polmone (dato aggiornato al 2014) - 381 su 2.186. Completano il quadro gli accessi al pronto soccorso e le malformazioni congenite, più frequenti nell’area ampia. Il rovescio della medaglia, è che, allontanando la lente, gli indicatori generali dello stato di salute, cioè mortalità e ospedalizzazione per tutte le cause, sono più favorevoli per le popolazioni in studio.

In ogni caso, vale l’avvertenza contenuta nella Vis e riferita agli abitanti dell’area ristretta: «Sarebbe scorretto, soprattutto in presenza di piccoli numeri, incedere verso una visione deterministica della causalità priva di qualsiasi contraddizione indotta invece da una casualità che si manifesta come probabilità, quindi rischio e non necessità di ammalare o morire. Un rischio più elevato che complessivamente caratterizza la popolazione dell’area ristretta».

Della riaccensione della cartiera si parlerà oggi in consiglio comunale (dalle 18), dove sarà discussa la mozione presentata dalle opposizioni lo scorso 4 luglio. Nel frattempo l’orizzonte è mutato, il Comune è pronto a presentare il suo ricorso al Tar per l’annullamento dell’Aia concessa dalla Provincia, ma la materia resta calda. Incandescente.