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Biogas Valli a Campagnoli Si va al Consiglio di Stato

Castiglione a difesa dell’ambiente: il Tar nega la peculiarità naturalistica dell’area Leoci: «E sono aperti i nodi dell’ex cava Pirossina e della pista da quod di Lonato»

CASTIGLIONE. L’amministrazione comunale di Castiglione delle Stiviere è impegnata su vari fronti per quanto riguarda la tutela del territorio. Il primo è la questione del biogas Valli.

«Nella seduta di giunta di mercoledì - spiega il vicensidaco Claudio Leoci - abbiamo deliberato di procedere alla impugnazione del provvedimento avanti il Consiglio di Stato, ritenendo sussistano validi motivi affinché la sentenza venga riformata, in senso più favorevole per le nostre ragioni. Tale decisione è stata condivisa con gli altri due Comuni, Lonato e Desenzano del Garda, che ormai da oltre due anni stanno cercando di fare valere in questa vicenda gli interessi di tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. Tra i numerosi motivi di contestazione che supportano la decisione di procedere in appello, il Tar nella sua sentenza continua a negare le peculiarità dell’area dal punto di vista ambientale e naturalistico e, in particolare, non tiene affatto in considerazione la vicinanza della nostra area umida di Valle e dell’intera area delle nostre Colline Moreniche, dalla elevata importanza naturalistico-paesaggistica che - come si sa costituisce - parte essenziale della proposta che il Comune di Castiglione ha avanzato in Regione Lombardia per il riconoscimento del Sito di interesse comunitario (Sic) “Complesso Morenico di Castiglione».

Ma gli impegni di Castiglione non finiscono qui: «Questo si aggiunge ad altri fronti aperti che stanno vedendo l’amministrazione comunale impegnata a fronteggiare rischi reali di aggressione, in particolare la annosa questione della ex cava Pirossina e la realizzazione di una pista da quod in territorio di Lonato, proprio al confine con l’area della proposta di Sic. Mi raffiguro questa situazione come una sorta di mostro a tre teste (megacentrale a biogas di Campagnoli, rischio di discarica alla Pirossina, realizzazione della pista da quad), come il cane Cerbero della mitologia greca. Solo che in questo caso non ha la funzione di guardiano degli inferi ma di aggressore del territorio. Lungi da me dal paragonare l’amministrazione ad Ercole che nell’ultima delle sue dodici fatiche sconfisse il mostro, ma certamente l’impegno richiesto per combattere questi multipli interventi che aggrediscono il nostro territorio è molto faticoso e difficile. Difficile perché dietro ognuna delle tre situazioni si materializzano interessi privati, che non esitano a fare pressioni per ottenere risultati a scapito degli interessi del territorio e dei cittadini».

Luca Cremonesi

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