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Un canto che arriva fino al cielo per l'addio al piccolo Milfred

Questa mattina i funerali del bimbo annegato in Po domenica 11 settembre: le esequie celebrate nella chiesa cattolica con tutta la comunità ghanese del Mantovano. Musica e tamburi per l'ultimo saluto

BORGO VIRGILIO (Borgoforte). Il dolore, la disperazione per la perdita di un figlio non conosce razza, religione e frontiere. E così, questa mattina, sabato 1 ottobre, nella chiesa di Borgoforte, la comunità italiana e mantovana si è stretta a quella ghanese per dare l'addio a Milfred Konagu, 10 anni, annegato domenica 11 settembre scorso nelle acque del Po e ritrovato una settimana dopo.

La messa è stata celebrata da don Raymond Osei-Tutu della parrocchia San Massimo di Verona. Accanto a lui don Paolo Gibelli, parroco di Borgo Virgilio, don Simone Zacchi che segue la comunità ghanese mantovana e don Bruno Toniato, collaboratore della parrocchia di Borgoforte. Durante la liturgia è stato letto il Vangelo in inglese, in italiano e in lingua ghanese.

Appassionata, quasi urlata, l'omelia di don Raymond che si è rivolto ai genitori di Milfred straziati dal dolore. E secondo la tradizione ghanese, le voci del coro composto da uomini e donne che ondeggiavano i loro corpi al ritmo della musica e dei tamburi, sono arrivate fino al Cielo per farle sentire al piccolo Milfred. Prima della messa è stata letta una lettera di mons. Roberto Busti, vescovo di Mantova: "Milfred non è più con noi, inghiottito dalle acque del Po, inconsapevole del grave pericolo. Milfred è ancora vicino alla sua mamma e al suo papà e a tutte le persone che lo hanno amato. La sua giovane vita ora è entrata nell'immensa visione divina di Dio".

Mons. Busti ha invitato i tanti ragazzi ad avere cura della propria esistenza perché “come Milfred non conoscono i pericoli a cui vanno incontro”. Don Raymond ha spiegato che nella cultura africana, il cimitero non è visto come un luogo di sole croci e lapidi ma è un luogo dove si mette “un tesoro”. E nell'omelia ha aggiunto “Se crediamo in Cristo moriamo con dignità. Sappiamo che prima o poi, questo triste giorno dovrà arrivare per tutti noi. Ma non dobbiamo aspettare di andare in chiesa per salutare un nostro fratello o una nostra sorella". Alle esequie era presente anche l'assessore ai servizi sociali di Cerese di Borgo Virgilio Teresa Amatruda. (m.p.)

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