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IL DOPO CAPROTTI

Esselunga nell'ex palasport, il progetto non si ferma

Pochi giorni fa l’ultimo incontro del sindaco con i manager del gruppo. Palazzi: «Fra due settimane faremo il punto»

MANTOVA.  Mantova e Esselunga: il dialogo prosegue e in realtà non si è mai fermato. All’indomani della scomparsa dell’imprenditore Bernardo Caprotti e a poche settimane dal mandato alla banca d’affari Citigroup a valutare le manifestazioni di interesse per il suo gruppo, la domanda è quasi d’obbligo: che ne sarà del progetto supermercato da realizzare al posto dell’ex palasport di porta Cerese

L'advisor per metà ottobre dovrebbe fare il punto sulle proposte dei due fondi di private equity Cvc e Blackstone per l’acquisizione del colosso dei supermercati e valutare se approfondire il dossier e procedere sulla strada della vendita. Ma con la scomparsa di Caprotti, che in passato aveva resistito alle avances di insegne della distribuzione del calibro della statunitense Walmart e della spagnola Mercadona, ora si tratterà di capire quale strada verrà presa. 
«Non credo che il loro interesse nei confronti di Mantova venga meno anche dopo la scomparsa di Caprotti, che era l’anima del gruppo» dichiara senza sbilanciarsi il sindaco Mattia Palazzi che nel definire il patron di Esselunga «un imprenditore di razza, ostico e combattivo, ma lucidissimo» ricorda l’incontro di pochi mesi fa nel quartier generale di Esselunga a Milano: «È stato un incontro positivo, ci siamo capiti benissimo in pochi minuti su obiettivi e modifiche da fare al progetto Esselunga Mantova». Da allora gli incontri con il management si sono susseguiti, due almeno quelli in agenda nell’ultimo mese e uno è addirittura di pochi giorni fa, quindi successivo all’incarico a Citigroup. 
Il patron di Esselunga, Caprotti, di...
Il patron di Esselunga, Caprotti, di recente scomparso
Insomma il dialogo non si è mai fermato, e Palazzi conferma la condivisione da parte del management del gruppo delle valutazioni fatte dal Comune sul progetto partorito in base agli input dell’amministrazione Sodano: «Noi abbiamo sempre insistito - ribadisce il sindaco -sul sistema viabilistico troppo impattante per Valletta Valsecchi e per la città e su un piano di riqualificazione dell’area. L'ultima scelta sulla viabilità sarebbe stata un errore enorme. Sia per l'impatto dell’infrastruttura pensata, sia perché avrebbe chiuso Valletta Valsecchi portando un rondò enorme dentro il quartiere. Tutte valutazioni ampiamente condivise e poi superare nel nostro incontro con Caprotti e poi con i suoi manager». Fra due settimane il sindaco tornerà a incontrare i vertici di Esselunga e in quell’occasione «conto di avere una risposta sia in merito alla conferma, come credo, del loro interesse per Mantova, sia rispetto al nuovo progetto».
 

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E’ dello scorso aprile la notizia che Esselunga stava lavorando ad un nuovo piano viabilistico e ad un nuovo piano di riqualificazione dell'area verde, dall'ex palasport di Porta Cerese fino a Palazzo Te, da portare all'attenzione del Comune. Il gruppo milanese della grande distribuzione aveva in quei giorni dato la sua disponibilità a cambiare il progetto in linea con le richieste di via Roma.
Il sindaco di Mantova, Mattia Palazzi
Il sindaco di Mantova, Mattia Palazzi
 
Bocciati i tre rondò e un sottopasso a quattro corsie che avrebbero penalizzato Valletta Valsecchi, portato troppo traffico in città e trasformato via Brennero in una tangenziale, il sindaco aveva messo altri due paletti. Il primo riguardava l’abbassamento dell'indice di edificazione aumentato in extremis dalla precedente amministrazione con il cosiddetto emendamento Acerbi, che lo aveva portato da 0,3 a 0,6. Il secondo puntava invece alla riprogettazione funzionale ed estetica come pure alla riqualificazione complessiva dell'area verde tra il vecchio palasport e Palazzo Te. Insomma, molto di più dei semplici interventi di mitigazione previsti in precedenza. Non ancora pervenuto agli uffici di via Roma, il nuovo progetto sarà comunque il nono: «Come lo stesso Caprotti mi ha detto - ha ricordato Palazzi - cambiarono otto volte il progetto viabilità sulla base delle otto richieste diverse che il Comune allora fece».
In un panorama non scevro di incognite, ce n’è poi anche un’altra da non dimenticare: si è ancora in attesa che il Consiglio di Stato si esprima sul ricorso di Italia Nostra contro il supermercato a due passi da palazzo Te. 

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