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Scuola-casa solo con i genitori: allerta dal provveditore di Mantova

Alle medie i presidi responsabili dei ragazzi che escono senza accompagnatore. Graziani ai dirigenti: «Create delle commissioni con i Comuni per valutare i rischi»

MANTOVA. Andare a prendere il figlio all’uscita della scuola media per evitare che attraversi le trafficate strade cittadine correndo il rischio di venir investito? Oppure meglio rifarsi alle abitudini dei nostri genitori, fino a poche decenni fa, e lasciare che i ragazzini inizino a muoversi da soli e a mettere in pratica regole stradali e di elementare prudenza (il vecchio detto “non accettare caramelle dagli sconosciuti”) che già avremmo dovuto insegnare loro ai tempi delle elementari? «La questione base è però un’altra e si trova nel codice civile: la responsabilità per l’incolumità dei ragazzi under 14 all’uscita delle scuole è degli educatori. Dei presidi. Non c’è un vuoto normativo e da qui dobbiamo partire se vogliamo affrontare l’argomento».

A parlare è Patrizia Graziani, provveditore a Mantova (reggenza) e a Bergamo (titolare), dove si è trovata in settembre di fronte a un caso che, per le sue implicazioni, è finito sotto i riflettori della stampa nazionale. Si tratta della scuola media bergamasca che ha stabilito l’obbligo dei genitori di venir a prendere i figli all’uscita. Stessa cosa è accaduta però anche nel Mantovano, più recentemente. A Cavriana, dove la dirigenza della media ha informato i genitori che non è più possibile far uscire i ragazzi dalla scuola se non c’è mamma, papà o altro maggiorenne indicato dai familiari, ad attenderli.

L’argomento è stato affrontato anche nel corso della riunione che la dirigente dell’ufficio scolastico ha avuto lunedì scorso con l’esecutivo dell’Aisam, l’associazione delle scuole mantovane. La Graziani ha dato un’indicazione precisa: formare in ogni istituto comprensivo una commissione che valuti i rischi legati all’uscita dei ragazzi dalle scuole medie.

«È quanto abbiamo fatto a Bergamo in seguito alla discussione sollevata dopo il provvedimento preso dalla dirigenza del comprensivo Alberico Da Rosciate – spiega la Graziani – È importante, innanzitutto, la collaborazione con l’ente locale, con il Comune. Perché è l’amministrazione comunale che può fornire informazioni corrette per compiere un’analisi dei rischi sul percorso scuola casa degli studenti. Occorrerà fare una valutazione approfondita, che tenga conto ad esempio che ci sono ragazzini che abitano a poche decine di metri dalla scuola e altri che abitano più lontani. Credo sia perciò importante che ogni istituto costituisca una commissione con docenti, genitori e rappresentanti degli enti locali per fare questo lavoro».

Certo, per genitori che hanno altri ricordi della propria gioventù, la scuola media rappresenta il momento in cui dare ai figli la libertà e la responsabilità di andare a scuola e tornare a casa da soli. Insomma, quasi un momento di crescita. Tanto più che per la maggior parte di ragazzi e ragazze il fatto di essere accompagnati o attesi dai genitori rappresenta un momento d’imbarazzo perché iniziano a preferire esperienze come tornare a casa con gli amici o da soli. Un po’ per tutti gli adulti è stata così. La cosa paradossale è che spesso i genitori vengono accusati (un luogo comune, èper la verità) di essere diventati troppo protettivi rispetto a mamme e papà di un tempo. Ora sono invece le scuole che chiamano i genitori a non lasciare soli i figli all’uscita. «Ovviamente so bene che è un momento di crescita - dice il provveditore - per questo occorre valutare il rischio reale e trovare soluzioni ad hoc assieme alle famiglie».

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