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Tibre e tangenziale di Goito: entro l’anno il verdetto

In attesa della riunione del Cipe, interviene il sottosegretario alle infrastrutture Vicari «Valutazione in corso sui progetti nel Mantovano: decideremo quali finanziare e con che priorità»

GOITO. Il Tibre e le sue opere accessorie, fra le quali la tangenziale di Goito, non sono “morti”. Il progetto autostradale è invece sotto osservazione dal parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che ha disposto una verifica complessiva del sistema dei trasporti nel quadrante che riguarda il Mantovano e, parte del Nord Italia. Dall’esame, che sarà concluso entro l’anno, si avrà la risposta se la bretella autostradale progettata alla fine degli anni ’60 per collegare i porti tirrenici con il nord Europa attraverso il Brennero, sarà fatta per intero o si fermerà al primo lotto, quello parmense oggi ai nastri di partenza.

La risposta, lungamente attesa nel Mantovano, viene da Simona Vicari (Ncd), architetto, ex sindaco di Cefalù, membro del governo dal 2013 (dicasteri Letta e poi Renzi) oggi sottosegretario di Stato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Un chiarimento che viene grazie al pressing dell’assessore Mario Cancellieri, volato ieri a Roma su delega del sindaco Pietro Marcazzan, a risolvere una volta per tutti i dubbi sul futuro del Tibre e, soprattutto, della sua opera connessa la tangenziale goitese. «La questione trasportistica sta molto a cuore al governo Renzi – spiega il sottosegretario –. Ma va affrontata in un’ottica nuova, che deriva dal recente codice degli appalti e soprattutto dalla volontà di razionalizzare le risorse pubbliche, impegnandole su opere cantierabili e necessarie. In base ai risultati dello studio sulle opere in progetto, che potremmo definire project review, si spalmeranno le risorse sui futuri cantieri in base ad un elenco di priorità».

Il termine temporale di questa analisi dei progetti cantierabili è la prossima riunione del Cipe, il comitato interminsiteriale per la programmazione economica, che dovrà dare il via ad una altra tranche di opere da finanziare. Fra queste il secondo lotto del Tibre, 900 milioni di euro Ma come sarà fatta questa analisi? «Si tratterà di uno studio del traffico e di un’analisi comparata dei progetti infrastrutturali – aggiunge Giovanni Lucarelli della segreteria tecnica del Ministero –, da cui emergerà un quadro d’insieme per permetterci una valutazione puntuale. L’obiettivo è l’equilibrio generale del sistema dei trasporti».

Entro pochi mesi, dunque, si saprà il destino del progetto Tibre nel quale, come noto, la società proponente, Autocisa, si è impegnata a finanziare con 150 milioni di euro la tangenziale di Goito-Cerlongo. Ma che fine farà questo impegno se il Tibre verrà stoppato al primo lotto? «Un eventuale stop - conclude l’assessore Cancellieri –, comporterà il collegamento con la costruenda autostrada Cispadana, come vuole la Regione Emilia. Autocisa e governo dovranno rivedere il contratto fra loro in essere. Il progetto di tangenziale potrà essere a questo punto ceduto a Provincia o Anas, se sarà lei la proprietaria, ridotto però di importo».

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