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Arriva la pioggia e il ponte di Torre d'Oglio riapre

Dopo 107 giorni di chiusura ininterrotta, il manufatto in barche è stato riaperto al traffico grazie all'innalzamento del livello del fiume Oglio

VIADANA. Dopo 107 giorni di chiusura ininterrotta, il ponte di barche di Torre d’Oglio è stato finalmente riaperto al traffico. Le piogge degli ultimi giorni hanno fatto il miracolo: alle 7.45 di ieri, auto e furgoni hanno potuto tornare a percorrere l’assito in legno della struttura. La chiusura era stata disposta dall’amministrazione provinciale il 30 giugno scorso, a causa del basso livello dell’acqua del fiume Oglio: in condizioni di secca, infatti, le chiatte in cemento poggiano sul fondo del corso d’acqua; e il peso dei veicoli in transito rischierebbe di spaccarle. In questi tre mesi e mezzo, i disagi per utenti e residenti sono stati notevoli in termini di tempo perso e costi aggiuntivi sostenuti per i trasporti.

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Le cifre ne possono dare un’idea: da S. Matteo a Cesole, passando per Torre d’Oglio, ci sono poco più di 6 chilometri; passando invece per Gazzuolo, diventano 16 e mezzo. Per un lavoratore pendolare, fanno una quarantina di chilometri in più ogni giorno. Durante la chiusura, non sono mancate le polemiche. A luglio, ad esempio, una piena “morbida” del fiume avrebbe consentito una almeno temporanea riapertura del manufatto al traffico; ma la concomitanza di alcuni lavori manutentivi, avviati proprio in quei giorni, lo aveva impedito. E già si paventano le prossime chiusure, nell’eventualità – tutt’altro che improbabile – che si verifichino piene autunnali del fiume e gelate invernali. (r.n.)

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LA PRECISAZIONE DI GUALERZI. «Come presidente del consiglio comunale, non posso riconoscere come interlocutore il comitato per le frazioni nord». Ivan Gualerzi, presidente dell’assemblea cittadina, chiarisce la linea di comportamento che intende tenere in qualità di rappresentante istituzionale. In passato si erano svolte riunioni fra cittadini delle frazioni nord, con l’obiettivo di giungere alla costituzione di un vero e proprio comitato, anche formalmente riconosciuto. Poi però il gruppo si era sfaldato, e molti si erano defilati. «Il portavoce Davide Montanari – ricorda Gualerzi –, si era presentato alle ultime elezioni in lista col candidato sindaco Dario Anzola, dunque ha una sua rappresentanza politica. Ma al momento un comitato non esiste: al massimo c’è un legittimo movimento di opinione: o il gruppo Facebook “Salviamo le frazioni nord”, sempre che sia un gruppo. Ma io, come rappresentante istituzionale, devo rapportarmi coi gruppi riconosciuti: non posso rispondere al signor Montanari in quanto singolo cittadino. Ogni tanto mi si chiede di convocare incontri o consigli comunali aperti: il presidente del consiglio non può essere chiamato in causa da qualcosa che non esiste». (r.n.)

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