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Classi in movimento, la scuola fa dietrofront

La proposta di modifica del piano dello studio sarà portata ai voti. Con il sì partenza il 7 novembre, altrimenti verrà tutto rinviato al prossimo anno

SAN GIORGIO. La dirigenza di San Giorgio fa retromarcia sul progetto delle Classi in movimento e decide di portare la modifica del Piano triennale dell’offerta formativa ai voti: questa settimana il collegio docenti del Comprensivo preparerà la proposta in modo da inserire nel documento il progetto, che dovrà poi essere votata dal consiglio di istituto entro e non oltre fine mese e mettere le carte in regola. Se verrà approvata, l’iniziativa sperimentale partirà il 7 novembre, altrimenti se ne potrà riparlare il prossimo anno e, in caso di un mancato avvio, le quinte della elementare potrebbero tornare nell’edificio delle medie.

È la situazione, sempre all’interno di un clima di tensione, che si è delineata nelle ultime ore e per la quale anche l’amministrazione è in attesa di sviluppi, in vista del Piano di diritto allo studio dell’Unione San Giorgio-Bigarello. «Al momento abbiamo una discussione aperta con la scuola sul Piano studio - dichiara il vicesindaco Sara Yahia -. È il primo dell’Unione e avrà elementi nuovi. I tempi si sono dilungati, perché anche noi siamo in attesa di vedere cosa succederà con le classi in movimento, aspettiamo quindi di capire come proseguirà in modo da avere un quadro chiaro e definito dell’offerta formativa e poter contribuire a completarla».

Il collegio docenti è stato convocato per giovedì, mentre il Consiglio di istituto, a cui parteciperanno i rappresentanti di docenti, genitori e personale scolastico, dovrebbe riunirsi il 27. Inizialmente la proposta di modifica non era stata messa ai voti, creando una situazione non regolare nel caso in cui il progetto fosse comunque partito come previsto, così come era stato evidenziato a settembre sia dal presidente del consiglio che dal comitato genitori, dopo che la preside aveva respinto la proposta di sospendere la sperimentazione fino al prossimo anno. Questa volta il parere sarà vincolante. Due gli scenari possibili: Classi in movimento potrebbe partire ad inizio novembre, e dovrà poi essere cambiato anche il regolamento dell’Istituto in cui è ancora indicato che le classi quinte della primaria devono trovarsi nel plesso della secondaria; oppure essere rimandato, con la possibilità per gli alunni delle elementari di tornare ad usare le aule all’avanguardia delle medie, rimaste vuote con il malcontento delle famiglie.

Elena Caracciolo

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