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Processo Pesci Udienza fiume con l’investigatore

Quasi nove ore sotto torchio. A ricostruire gli intrecci tra l’inchiesta Aemilia, che ha sgominato la ’ndrangheta nel Reggiano e l’indagine mantovana. Il luogotenente Camillo Calì, del nucleo...

Quasi nove ore sotto torchio. A ricostruire gli intrecci tra l’inchiesta Aemilia, che ha sgominato la ’ndrangheta nel Reggiano e l’indagine mantovana. Il luogotenente Camillo Calì, del nucleo investigativo di Piacenza, ieri ha testimoniato al processo Pesci, che nell’aula di palazzo Zanardelli a Brescia vede alla sbarra sedici persone accusate di far parte della cosca capeggiata da Nicolino Grande Aracri, dedite ad estorsioni e a maneggi per mettere le mani sull’economia mantovana, in particolare nel campo dell’edilizia. Calì, pungolato per diverse ore dal sostituto procuratore Paolo Savio (foto), ha raccontato con dovizia di particolari le attività di pedinamento e di intercettazioni di quelli che vengono considerati i puledri del boss, da Francesco Lamanna, ad Antonio Gualtieri. L’interrogatorio proseguirà oggi, con il controesame degli avvocati difensori. Al termine potrebbe cominciare la testimonianza di Giampaolo Stradiotto, ex socio di Antonio Muto nella società Ecologia e Sviluppo di Curtatone.

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