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Risarcimento Montedison per Casa del sole e Sherpa

Cgil e Cisl devolveranno tutti i 50mila euro ottenuti come parti civili. «E’ il nostro modo per commemorare chi ha perso la vita per il lavoro»

MANTOVA. Cgil e Cisl devolvono a due associazioni del territorio il risarcimento ottenuto dal processo Montedison. Un gesto di grande valore, non solo simbolico, in un periodo in cui le casse dei sindacati non sono certo traboccanti.

A beneficiare dell’iniziativa, e la scelta rende ancora più merito a Cgil e Cisl, sono la Casa del sole e gli Sherpa. Il budget totale è di 50.000 euro: ed ogni associazione riceverà 25.000 euro. Il progetto è stata presentato mercoledì 26 dal sindaco di Curtatone Carlo Bottani e dai rappresentati delle sigle sindacali Femca-Cisl e Filctem-Cgil. Il processo, nel quale le categorie sindacali si sono presentate come parte civile «ha avuto inizio nel 2012 –spiega Gerardino Santopietro di Filctem- e si è chiuso nel 2014 con la condanna di dieci ex-manager su dodici accusati, dopo una lunga indagine, aperta agli inizi del 2000, che è arrivata ad indicare 73 morti sospette sul lavoro».

L’azienda era stata portata in tribunale con l’accusa di non aver seguito le norme in vigore dagli anni ’70 e nello specifico, nel periodo di tempo preso in esame, dal 1970 al 1989, non avrebbe informato correttamente i lavoratori sulla pericolosità per la salute dell’amianto presente nello stabilimento.

Ne è dunque conseguito che gli stessi lavoratori non hanno avuto la possibilità di munirsi di dispositivi di protezione individuali come previsto dalla normativa. Molti sono morti.

«Ci siamo rivolti ai giudici –spiegano i referenti Cisl e Cgil- per commemorare coloro che hanno perso la vita sul lavoro. Ci siamo battuti per avere una giustizia non tanto economica ma che mettesse in evidenza il valore di coloro che sono deceduti a causa di esposizioni nocive nello svolgere le loro mansioni.

«Da subito ci siamo impegnati affinché i soldi ottenuti venissero utilizzati in favore della popolazione locale e abbiamo deciso di devolverli, non a caso, a due associazioni che operano nel mantovano aiutando persone in difficoltà». «Siamo orgogliosi che i due sindacati abbiamo scelto noi- commenta la presidente della Casa del Sole Elvira Sanguanini- che proprio quest’anno festeggiamo cinquant’anni. Questa è una grande provvidenza. Ogni euro sarà speso nel migliore dei modi, al momento pensiamo di acquistare quel materiale di sussidio ortopedico di cui necessitavamo ma che non eravamo ancora riusciti a comprare e anche dei sollevatori».

Parla di provvidenza anche Fabrizio Camellini degli Sherpa. «La nostra è un’associazione meno conosciuta e meno longeva. Siamo nati nel 2002 quando ancora non esistevano cure palliative per i malati oncologici terminali. La nostra missione è quella di offrire, ad ogni ora ed in qualsiasi momento, cure palliative per i malati oncologici, ma non solo, a domicilio migliorando la qualità della vita del paziente. Lavoriamo attraverso convenzioni e il tesoretto che ora abbiamo a disposizione lo investiremo per formare i nostri operatori, sia dipendenti che volontari, e per selezionare medici specialisti».

 

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