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MANTOVA

Guerra del riso per la fiera del Boma

Buvoli replica a Baschieri: «È promozione». Ma anche Confesercenti attacca

MANTOVA. «Miope e pretestuosa»: così l’assessore al commercio Giovanni Buvoli bolla la protesta dei consiglieri d’opposizione Pier Luigi Baschieri, Giuliano Longfils e Catia Badalucco rispetto alla Fiera del Riso, a loro avviso troppo lunga. A esprimere preoccupazione, venata di rabbia, sarebbero stati gli stessi ristoratori mantovani. Ma se Buvoli replica di non aver raccolto lamentala alcuna, a stretto giro piove la presa di posizione aspra di Confesercenti, che concorda: «Si è passato il limite». Insomma, se fosse una pellicola western potrebbe intitolarsi “Per un pugno di riso”, ma al di qua dello schermo la polemica ribolle.

Miope la protesta d’opposizione, secondo l’assessore, perché a smontarla basterebbero «il 45% di turisti in più, che si è tradotto in un guadagno anche per i ristoratori, e il milione e 200mila euro spesi per riqualificare il centro». Espressamente dedicata ai ristoratori, poi, la misura del plateatico estensibile in occasione di alcuni eventi particolari. Buvoli scende poi nel dettaglio della Fiera del Riso: «Innanzitutto non l’abbiamo inventata noi, preesisteva alla nostra giunta – scandisce – è però vero che noi abbiamo coinvolto sette ristoratori della città e preteso da tutti il pagamento della Cosap (il canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, ndr). Altro aspetto da considerare è che il main partner dell’iniziativa è la Camera di commercio, dove Confcommercio e Confesercenti sono rappresentati, si può dire quindi che le associazioni di categoria siano d’accordo».

È innegabile, però, che quest’anno la Fiera apparecchiata al Boma sia stata dilatata da 18 a 24 giorni. «Sì, ma insieme alla Strade del riso hanno aderito anche quelle dei vini e del tartufo – tiene il punto Buvoli – insomma, più che una semplice fiera è diventato un evento di promozione della cultura del riso e dei prodotti mantovani che attorno al riso gravitano».

Di parere opposto Stefano Solci di Confesercenti: «La Fiera non può più essere definita un evento di promozione del prodotto locale, ma è una manifestazione puramente commerciale, che danneggia i ristoratori del territorio e di cui poco o nulla si conosce riguardo a numeri, fatturato e destinazione degli introiti». Manifestazione secondo Solci disallineata rispetto alla nuova legge regionale che regolamenta sagre e fiere. La bocciatura è netta: «I ristoranti del centro stanno subendo un calo fortissimo della clientela a fronte di un mese di Fiera del Riso, che rappresenta una vera e propria forma di concorrenza sleale perché può contare sull’impiego di volontari e sul regime fiscale più che vantaggioso di cui godono le associazioni no profit».

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