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Mattarella elogia Mantova: un esempio per la cultura

Al teatro Bibiena il presidente della Repubblica esalta la capitale: qui c’è un progetto di livello nazionale

MANTOVA. Mantova, prima capitale italiana della cultura, è un esempio per tutte le altre città che sono tanti musei a cielo aperto. In un anno di generale mobilitazione a tutti i livelli ha saputo sfruttare le sue bellezze storico-artistiche e dimostrare, dati alla mano (l’aumento delle presenze turistiche), che la cultura è anche economia. È il riconoscimento che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha attribuito venerdì alla città dei Gonzaga nel teatro Bibiena, prima delle cinque tappe della sua visita in terra mantovana, nel corso del convegno dedicato al futuro delle città d’arte.

Una visita durata poco meno di sei ore a Mantova, ma che è servita alla città per sentirsi alla ribalta nazionale, pur in un clima uggioso da tardo inverno e di blindatura del centro storico da parte della forze dell’ordine che hanno tenuto lontano la folla e le hanno impedito di dare il suo caloroso abbraccio al capo dello Stato. Dal Bibiena è arrivato, inoltre, l’ennesimo sollecito di Mattarella alla nazione a stringersi attorno ai terremotati del centro Italia, a non far mancare loro la solidarietà di tutti. Con una rinnovata promessa: «Ricostruiremo chiese e cattedrali distrutte dalle scosse».

Mantova: il presidente Mattarella in Sant'Andrea e a Palazzo Ducale Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha visitato Sant'Andrea e Palazzo Ducale. In piazza Erbe si è fermato a salutare i bambini che lo aspettavano. (Video www.quirinale.it)

Mattarella è arrivato al Bibiena alle 10.45 a bordo della Lancia Thema blu presidenziale; dietro, quella con il ministro per i beni culturali Dario Franceschini. Entrambi sono stati accolti dal sindaco Mattia Palazzi e dal governatore della Lombardia Roberto Maroni. Blindata via Accademia, con la gente, poca, tenuta rigorosamente lontana dall’ingresso, e i giornalisti relegati nella sala Piermarini trasformata in sala stampa.

Mattarella in visita alla Gazzetta: i controlli della sicurezza Prima della visita del presidente della Repubblica in Gazzetta la sicurezza ha effettuato i controlli sul palazzo e nei garage.

Una volta in teatro, Mattarella è stato salutato da un applauso scrosciante dei sindaci. Il presidente si è accomodato in prima fila, accanto al ministro. Dopo aver ascoltato gli interventi di Palazzi, Franceschini, del presidente del Centro Te Baia Curioni e di Maroni, Mattarella ha preso la parola per circa 18 minuti. Subito un monito: «Disponiamo di un patrimonio storico-artistico che tutto il mondo ammira, che noi dobbiamo non solo conservare ma anche valorizzare e integrare con nuove progettualità». Ciò significa che «non bisogna sentirci custodi di un museo. I tesori sono vivi e sta nella nostra responsabilità fare in modo che diventino leva di benessere per l’intera società». Insomma, «investire in arte, istruzione e ricerca è sempre vantaggioso» ha ricordato.

Il presidente della Repubblica Mattarella in visita alla Gazzetta di Mantova Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la sua tappa in città ha visitato anche il museo sulla storia della Gazzetta di Mantova e ha salutato giornalisti, impiegati, grafici e pubblicitari del giornale. (Video www.quirinale.it)

L’esempio virtuoso di Mantova capitale della cultura è sotto gli occhi di tutti e Mattarella lo ha sottolineato: «Mantova merita il riconoscimento di capitale». Tutte «le nostre città sono motori di sviluppo» ha rimarcato, ricordando che «i tanti campanili sono moltiplicatori di energie»; ma nella dimensione globale, «non si salverà una parte dell’Italia rispetto ad un’altra». Il progresso, la crescita, «si fanno solo insieme», uniti, è il messaggio. «Cultura e arte sono volani di crescita equilibrata, la sola che garantisce coesione. Non è solo il Pil la misura della felicità delle persone, cultura e arte fanno bene anche all’economia». Però, per valorizzare i nostri beni e incentivare il turismo «occorre investire in cultura, innovazione e accoglienza: solo così competeremo». Con una certezza: «La crescita degli scambi e l’interdipendenza tra paesi, non si fermeranno per i muri divisori e gli egoismi». Mantova sta facendo del suo meglio per trovare nei beni culturali «l’occasione di rilancio che possono offrire ai territori. Mi auguro che la sua esperienza costituisca un traino, una sperimentazione offerta all’Italia intera per mettere il patrimonio culturale al servizio di tutta la società».

La visita del presidente Mattarella alla Fondazione don Mazzolari di Bozzolo La prima volta di Bozzolo. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha visitato la Fondazione don Mazzolari. (Video www.quirinale.it)

La parte del discorso del capo dello Stato che ha raccolto più consensi in sala, interrotto due volte dagli applausi, è stata quella dedicata ai terremotati del centro Italia. «Dobbiamo tendere la mano ai nostri concittadini che hanno sofferto morte e distruzione a causa del sisma». Un tema su cui la platea è molto sensibile, memore del terremoto del 2012 che ha sconvolto la Bassa. «Anche qui siete ripartiti con forza d’animo» ha ricordato il presidente. Che ha insistito: «In quei luoghi la ricostruzione è necessaria per i beni culturali non meno delle case, delle scuole e delle fabbriche. Dobbiamo impedire che parti di territorio diventino non luoghi». La conclusione è ancora un tributo a Mantova capitale che «non è mai stata periferia» visto che «c’è un valore nazionale nel progetto che sta realizzando». Mattarella si è poi recato in Sant’Andrea. In piazza Mantegna ad attenderlo sotto la pioggia c’erano molte scolaresche festanti che sventolavano le bandierine tricolori. Il rigido protocollo del Quirinale ha fatto sì che il servizio d’ordine impedisse a chiunque di avvicinarsi al corteo presidenziale. Con la gente che ha sfidato il maltempo per applaudirlo, Mattarella si è fermato al termine della visita privata alla basilica. Ha stretto mani, ha ringraziato dell’accoglienza, ha sorriso e fatto alcuni selfie con i bambini. La pioggia ha fatto saltare la passeggiata presidenziale per il centro fino al Ducale.

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