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Per i troppi debiti fallita la Sandrini

A casa 60 persone. Un’altra ditta storica delle costruzioni, la Sandrini, getta la spugna

CASALROMANO. Un’altra ditta storica delle costruzioni, la Sandrini, getta la spugna. L’impresa edile nata oltre 50 anni fa, è stata dichiarata fallita dal tribunale di Mantova, che ha così deciso nella seduta del 10 novembre. Con la sentenza depositata ieri si ordina alla ditta di depositare bilanci e scritture contabili stabilendo l’adunanza dei creditori per l’esame dello stato passivo al prossimo 28 marzo. Curatore è stato nominato il dottor Marco Bianchi dello studio Pajola di Porto Mantovano.

La Sandrini si è sempre caratterizzata per la propensione all’innovazione. Attiva, nel settore edile, stradale impiantistico, idraulico, elettrico e anche fotovoltaico attraverso Ats, azienda controllata. È stata la prima azienda privata nel 1999 a realizzare un complesso immobiliare di venti appartamenti, applicando i principi della bioedilizia attraverso un progetto dell'architetto Ugo Sasso.

Nel settore dell’impresa costruzioni vanta realizzazioni che spaziano dalla costruzione alla manutenzione di edifici, sia pubblici sia privati, come le case di riposo nel Torinese, l’Asl di Brescia, ma anche le scuole medie di Asola, Goito e Mariana per arrivare a restauri di edifici monumentali.

Nel 2011 è giunta ad avere 120 dipendenti e 27 milioni di euro di fatturato. Ma la crisi generale ha inciso, gonfiando i debiti sino alla cifra di 29 milioni, al punto che nel 2013 è stato presentato ed approvato un piano concordatario in continuità per pagare i fornitori. Dopo due anni, però, i bilanci non sono riusciti a risalire ed alcuni mesi fa, con circa 60 dipendenti, la ditta ha chiesto volontariamente la liquidazione, della quale è stato incaricato il commercialista Luigi Benasi. Un creditore ha però chiesto il fallimento, che il tribunale mantovano ha così decretato.(fr.r.)

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