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Casa in regalo alla figlia e il Comune toglie l'aiuto per l'affitto al papà terremotato

La protesta di una famiglia con l’appartamento inagibile dal terremoto del 2012. Continua a pagare il mutuo, deve vivere altrove ma il dono della nonna ha annullato il contributo del Comune

MOGLIA. “Qui è scritto il silenzio di un terremotato che non ha voce”. Questa la frase che appare su uno striscione appeso alle finestre della casa di piazza Libertà 59. È la protesta di Luciano Bassini, 56 anni, autista da 15 anni di un azienda che commercia prodotti biologici, al quale è stato tolto il contributo di autonoma sistemazione che percepiva da quando è andato ad abitare in affitto in una casa messa a disposizione da un privato, dato che quella di proprietà di Luciano situata in via Raffa 10, per la quale sta pagando un mutuo di 500 euro al mese, è stata dichiarata inagibile per i gravi danni causati dalle scosse sismiche di maggio 2012. Perché gli è stato tolto il contributo di autonoma sistemazione? Per colpa dell’ordinanza regionale numero 137 del 22 settembre 2015 che dice all’ art. 7 che “se un componente familiare è proprietario di unità abitativa residenziale nello stesso Comune in cui è ubicata l’abitazione sgomberata, non ha diritto al contributo”.

Luciano Bassini, il capofamiglia
Luciano Bassini, il capofamiglia

Una scoperta fatta solo un mese fa, quando Bassini, con la moglie 49enne di origine filippina e i 3 figli sono andati ad abitare nella casa di piazza Libertà 59 che la madre dello stesso Bassini ha comprato alla nipote 21enne. Ed è qui che si sono maledettamente complicate le cose. «Non riesco né a farmi capire né a farmi ascoltare dalle istituzioni. Prima mi danno ragione poi mi dicono per il suo caso “Non possiamo farci niente. C’è un’ordinanza”. Io invece dico che siamo alla follia. Ma come, sono terremotato, ho una casa inagibile per la quale sto pagando un mutuo, sono andato in affitto ed ora perché mia madre, a febbraio 2014, ha comprato una casa a mia figlia mi dicono che non mi danno più niente? Ma devo timbrare mia figlia come “terremotata a vita”. Cosa c’entro io con mia figlia? Non ha diritto di farsi una famiglia? Io non abito qui, ho fatto dei lavori per questa casa. Io una mia abitazione ce l’ho in via Raffa 10, in campagna. E la barzelletta è stata che dopo il terremoto, essendo inagibile, mi hanno condannato a 3 mesi per “giardino in disordine” ed altri 3 mesi per “abbandono di animali”, avendo due capre e tre galline. Sono andato via e ho lasciato tutto come stava. Anzi, a casa mia, i ladri hanno portato via tutto. Ma ci rendiamo conto di come siamo messi? Devo andare ad abitare sotto un ponte? Allora sapete che faccio? Torno nella casa di campagna anche se inagibile, tanto la mia pratica per la ricostruzione chissà quando me la perizieranno. Sono ormai 4 anni e 6 mesi che aspetto. Qui non viene mai nessuno – conclude Luciano – a vedere se mangio tre volte al giorno. Ti fanno solo denunce. Non sono ricco: prendo 1.500 euro al mese e ho una moglie casalinga, tre figli di 21, di 19 e 17 anni, e quest’ultimo sta ancora studiando».

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