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A Mantova vince il no, ma il sì regge il confronto

Il divario fra no e sì è minore rispetto alla media nazionale. I no si fermano al 54%, i sì arrivano al 46%. La città e la Bassa scelgono sì. I ladri entrano nelle scuole, ma dimenticano che ci sono i seggi aperti. A Curtatone, una ragazza denunciata per aver fotografato la scheda

MANTOVA. Anche a Mantova vince il no sul sì, ma con un divario nettamente inferiore alla media nazionale. La media provinciale dei sì attesta sul 46%, contro il 40,9% di quella nazionale; i no vincono con il 54% dei voti, contro il 59,1 di quelli italiani. 

Più fiduciosi nella riforma proposta da Renzi, dunque, i mantovani, rispetto alla restante parte degli italiani. Anche qui nella nostra provincia, però, il risultato non basta a premiare il governo del premier, ormai dimissionario. 

Seggio alla Bertazzolo
Seggio alla Bertazzolo

Alcune curiosità, spulciando tra i risultati ottenuti comune per comune: la Bassa tradizionalmente rossa, di sinistra, ha scelto il sì, come la città retta dal sindaco Palazzi che ha favorito Renzi con un 52,3%. Record a Schivenoglia e Borgofranco sul Po dove i sì vincono con il 55 e il 55,3% contro il 45% e il 44,7% dei no,  54,8 per Pegognaga, 54,1 per Suzzara.

Per contro, valanga di no nell'Alto Mantovano tradizionalmente di area centrodestra. Record di no a Medole (non di destra ma retta dal sindaco del Pd Ruzzenenti, dichiarato sostenitore del no) con il 64,6%, a Castel Goffredo con il 62,4% e, sorpresa, a Sabbioneta con il 62,1%. 

Alta l'affluenza per i mantovani: 73,71%.

 

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