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Cacciatori aggrediti da nove animalisti

L’assalto nelle campagne di Marcaria. Un 66enne gettato a terra e ricoverato in ospedale con una frattura vertebrale

MARCARIA. Un gruppo di cacciatori, impegnato nella cattura delle lepri, è stato aggredito ieri mattina da un commando anticaccia nelle campagne di Canicossa di Marcaria. Il commando ha filmato l’intera scena. È la prima volta che accade nel nostro territorio. In nove, vestiti completamente di nero, sono sbucati dalla nebbia e hanno cominciato ad inveire ed a minacciare di morte i presenti. Ne è nata una collutazione, nella quale è rimasto ferito Giuliano Zanotti, 66 anni, di Casatico, finito ...

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MARCARIA. Un gruppo di cacciatori, impegnato nella cattura delle lepri, è stato aggredito ieri mattina da un commando anticaccia nelle campagne di Canicossa di Marcaria. Il commando ha filmato l’intera scena. È la prima volta che accade nel nostro territorio. In nove, vestiti completamente di nero, sono sbucati dalla nebbia e hanno cominciato ad inveire ed a minacciare di morte i presenti. Ne è nata una collutazione, nella quale è rimasto ferito Giuliano Zanotti, 66 anni, di Casatico, finito in ospedale con una frattura vertebrale.

Dopo l’assalto il drappello degli anti-caccia si è dileguato nei campi e, complice la nebbia, ha fatto perdere le tracce. Ma, subito dopo, è scattata la caccia all’uomo, alla quale hanno partecipato le guardie venatorie, unitamente ai carabinieri di Bozzolo, Sabbioneta e Viadana.

Tutto accade poco dopo le dieci in via Verga. A quell’ora una settantina di cacciatori è impegnata, senza fucili, nella cattura delle lepri con le reti.

La pratica di cattura delle lepri - prevista da una legge del 1992 - ha il fine di mantenere la popolazione autoctona nel territorio e avviene nel pieno rispetto della biologia della specie e del benessere degli animali.

I cacciatori sono direttamente impegnati nelle operazioni di cattura, all’interno di aree protette nelle quali gli animali possono riprodursi in modo naturale, e nella loro successiva traslocazione in ambiti da ripopolare.

Questa pratica porta con sé - secondo i cacciatori - un altro vantaggio importante sotto il profilo sanitario: il mantenimento della fauna autoctona e l’occasione per svolgere un accurato monitoraggio dello stato sanitario delle lepri, da parte dei Servizi veterinari.

Una pratica legittima dunque, applicata da oltre vent’anni. Ieri mattina, oltre settanta cacciatori erano impegnati in questa cattura ma, per la prima volta, si sono trovati di fronte ad un commando anti caccia.

In nove, come già accennato, sono spuntati dai campi e hanno cominciato a minacciare di morte i cacciatori presenti. In modo particolare se la sono presa con il 66enne, che stava liberando dalla rete una lepre. Si sono scagliati su di lui. Nella collutazione è caduto a terra e ha riportato un trauma alla spina dorsale.

Sul posto sono accorsi i volontari della Croce Verde, che l’hanno trasportato all’ospedale di Mantova, dov’è tuttora ricoverato per la frattura a una vertebra.

Subito dopo l’aggressione, numerose pattuglie dei carabinieri, insieme alle guardie venatorie, si sono messe alla ricerca dei provocatori. Al momento senza esito.