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MANTOVA

Il museo egizio trasloca da Palazzo Te

Contributo di 400mila euro della Fondazione Bam per trasferire la collezione Acerbi nel museo di San Sebastiano

MANTOVA. La Fondazione Bam darà 400mila euro al Comune di Mantova per spostare la collezione egizia da Palazzo Te a Palazzo San Sebastiano e, viceversa, per trasferire da San Sebastiano al Te alcune di quelle gonzaghesche. Il tutto nell’ambito del progetto di valorizzazione e restauro della reggia estiva che il Comune sta predisponendo e per il quale ha ricevuto dal ministero per i beni culturali un contributo di 2 milioni di euro.

L’annuncio è arrivato venerdì nel corso di una conferenza stampa con cui il sindaco Mattia Palazzi, il presidente del Centro internazionale di arte e cultura di Palazzo Te, Stefano Baia Curioni e il vice presidente della Fondazione Bam, Mario De Bellis, hanno sancito la nuova partnership tra i tre enti.

«Volevamo lasciare qualcosa di concreto ai mantovani e abbiamo pensato ad un intervento sulla collezione Acerbi del Te» ha detto De Bellis, che ha ricordato come sia stato possibile trovare i soldi nelle pieghe della revisione dell’accordo a suo tempo stipulato con Mps per la vendita della Banca agricola mantovana: «Abbiamo chiuso la brutta vicenda relativa ai rapporti con l’istituto di credito senese, raggiungendo un’intesa che ci assicura 800mila euro all’anno sino al 2029, oltre a 3 milioni per chiudere il pregresso. In questo modo abbiamo le risorse per adempiere al nostro specifico ruolo di assistenza alla cultura».

Della partita-Acerbi si è occupato in prima persona il direttore della Fondazione, Graziano Mangoni: «Abbiamo commissionato uno studio a degli esperti di Bologna che hanno collocato il museo egizio di Palazzo Te al quarto posto in Italia dopo quelli di Torino, Firenze e Bologna. Se gli eredi Acerbi ci dessero in comodato d’uso i 6-7 reperti che custodiscono nella loro casa di Castel Goffredo, la collezione diventerebbe di rilievo internazionale».

Con lo spostamento a San Sebastiano l’intento è di valorizzare una collezione che «oggi viene fagocitata dal complesso del Te - ha rilevato Mangoni - i turisti, infatti, si dedicano alla visita del palazzo giuliesco e delle sue sale affrescate e trascurano le testimonianze egizie che, insieme a quelle mesopotamiche, meriterebbero invece maggiore visibilità».

«Serve una nuova funzionalità del Palazzo - ha fatto eco Baia Curioni, che ha annunciato la chiusura in attivo del bilancio 2016 del Centro - in questo senso, grazie al lavoro del direttore dei musei civici si è arrivati a convergere su un’idea di fruibilità complessiva collegata a un ripensamento delle collezioni civiche». Ad aiutare, il biglietto unico per San Sebastiano e il Te che consentirà ai visitatori di non risentire del cambiamento: «Avremo un nuovo modello di offerta che esalterà le potenzialità della collezione Acerbi, oggi limitate» ha sottolineato Baia Curioni. Che cosa andrà al Te da San Sebastiano non è ancora chiaro: «Stiamo aspettando che Benetti indichi i pezzi da spostare».

«I 400mila euro della Fondazione Bam - ha affermato Palazzi - si aggiungono ai 2 milioni deliberati da Franceschini per il nostro progetto da 3 milioni di valorizzazione e restyling degli spazi del Te. Abbiamo già a disposizione il 70% delle risorse necessarie e sono fiducioso di recuperare il resto senza attingere alle casse comunali. A San Sebastiano, che quest’anno ha più che triplicato gli ingressi, la collezione egizia avrà più visibilità e ricoprirà un ruolo centrale tra le bellezze da ammirare in città. E tra qualche mese partirà il progetto di illuminazione artistica interna ed esterna del Te, finanziato con 300mila euro ottenuti partecipando ad un bando regionale».

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