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Sorpreso durante un furto. Reagisce e inneggia all’Isis

Sermide. Marocchino di vent’anni colto sul fatto con un complice alla Teleferica. Risponde ai carabinieri e minaccia le loro famiglie, anche durante il processo

SERMIDE. «I fratelli dell’Isis mi vendicheranno». Sono le minacce che un marocchino ventenne di Carbonara avrebbe rivolto ai carabinieri che lo hanno arrestato mentre cercava di rubare all’interno dell’edificio comunale Teleferica di Sermide. Minacce rivolte, a quanto pare, anche alle famiglie dei militari. Il magrebino ha reagito violentemente e nel tentativo di sfuggire alla cattura ha rotto due porte, un vetro antisfondamento e ferito due carabinieri che hanno dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso di Pieve di Coriano.

Con lui è stato arrestato anche un complice residente a Pilastri di Bondeno, in provincia di Ferrara. Tutto avviene poco dopo la mezzanotte di giovedì, quando entra in funzione l’allarme dell’edificio collegato alla centrale operativa dei carabinieri di Gonzaga. La pattuglia di Ostiglia si trova proprio da quelle parti e interviene tempestivamente, supportata inseguito anche dai colleghi del nucleo radiomobile della compagnia.

Davanti alla porta dell’edificio sorprendono un uomo. È il palo, messo apposta di guardia, ma non ha il tempo di avvertire il complice. Tenta la fuga strattonando i carabinieri, ma dopo pochi metri viene bloccato. Ha 27 anni, abita a Pilastri, ed è conosciuto con il nome di “Baba”.

A quel punto gli uomini dell’Arma fanno irruzione all’interno dello stabile. Il magrebino viene sorpreso barricato nei bagni degli uffici. Vent’anni, pregiudicato, residente a Carbonara di Po, reagisce violentemente aggredendo con calci e pugni i carabinieri, danneggiando due porte e mandando in frantumi una vetrata blindata. Urla. È fuori di sé e minaccia i carabinieri e le loro famiglie dicendo che a vendicarlo saranno i “fratelli dell’Isis”. Lo ripete più volte mentre viene portato in caserma, dov’è identificato e arrestato.

Due carabinieri rimangono feriti nella collutazione e sono costretti a ricorrere alle cure del pronto soccorso di Pieve di Coriano, dal quale vengono dimessi con cinque giorni di prognosi.

Il giovane magrebino, per penetrare all’interno della Teleferica ha forzato una porta sul retro dalla quale avrebbe potuto fuggire, però i carabinieri non gliene hanno lasciato il tempo. Ieri mattina i due sono approdati in tribunale per la direttissima.

Nel corso dell’udienza il ventenne avrebbe negato le pesanti minacce rivolte ai militari. Su richiesta dell’avvocato difensore il giudice ha accolto la richiesta del termine a difesa, rinviando il processo al 9 marzo prossimo.

Nel frattempo, il 27enne di Pilastri è stato rimesso in libertà, mentre il magrebino non solo ha l’obbligo di dimora ma non può uscire di casa dalle venti alle sei del mattino.

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