Quotidiani locali

Il dopo-Mantova Capitale: «Ora un patto con l’economia»

Terminato il 2016 della cultura, ora la città si prepara a ripartire con la gastronomia. Il sindaco Palazzi conferma Ocno, concerti, buskers, writers a Lunetta e aperture serali dell’esedra del Te

MANTOVA. L’orgoglio può ingannare, i numeri no. E allora, per tirare le somme dell’anno da capitale della cultura idealmente conclusosi il 3 gennaio con il passaggio del testimone al sindaco di Pistoia, vale la pena misurare quella che è stata una grande onda. L’onda del turismo che Mantova conosceva già grazie alle grandi mostre del passato (Celeste galeria e Giulio Romano su tutte) e agli appuntamenti con il Festivaletteratura: ma quelle erano, per rimanere nella metafora, onde anomale. Improvvise e abbondanti, certo, ma frettolose nel ritirarsi. E invece, nel caso della nomina a capitale della cultura, la città ha goduto di oltre un anno di notorietà, marketing internazionale e soprattutto di grandi numeri.

E’ stato sufficiente avere il bollino blu della capitale per ottenere riscontri: certo il Comune ha molto lavorato, ma di sicuro la nomina in sè ha funzionato. Magie del marketing svolazzante di Internet.

Ma andiamo a vedere questi numeri, e iniziamo con palazzo Te: nel 2016 gli ingressi sono stati 242mila 346, mentre nel 2015 erano stati 169mila 585. Vuol dire un aumento del 42,9%. Palazzo San Sebastiano: nel 2016 gli ingressi sono stati 63mila 949, mentre nel 2015 erano stati 42mila 838, per un aumento del 49,3%.Un salto in alto davvero notevole, peraltro confermato, nelle proporzioni, dai dati dei primi giorni di gennaio. Lunedì, ad esempio, al Te sono entrati in 2.112, mentre il primo lunedì del gennaio 2015 (era il 4) gli ingressi erano stati 932, per un aumento del 126,6%. Guardando a San Sebastiano, lunedì ci sono stati 569 ingressi contro i 440 del 4 gennaio 2015 per un aumento del 29,3%.

Trasferiamoci a palazzo Ducale, dove nel 2016 sono stati venduti 360mila 638 biglietti. Nel 2015, anno della riapertura della Camera degli Sposi dopo lo stop per il terremoto, gli ingressi erano stati 243mila 740. Dal Ducale segnalano, tra l’altro, che nel 2006, anno della mostra su Andrea Mantegna, i biglietti venduti erano stati 233mila 338.

La nomina a capitale della cultura ha consegnato alla città un patrimonio prezioso, e ora Mantova dovrà giocarsi bene le sue carte per farlo fruttare. Certo in questo 2017 non potranno esserci eventi dedicati alla capitale della cultura, ma Mantova è, insieme a Bergamo, Brescia e Cremona, capitale europea della gastronomia. Molte cose, dunque, sono in rampa di lancio.

In proposito, però, è bene sottolineare un dato. La stragrande maggioranza dei soldi investiti dalla città per l’anno della capitale della cultura sono stati soldi di provenienza pubblica. Si parla di un investimento complessivo di circa 3,8 milioni, per un ritorno moltiplicato cinque-sei volte a vantaggio degli operatori del turismo, dagli alberghi, ai bar alle attività di ristorazione. Pistoia, per quest’anno, potrà usufruire di un budget iniziale di 8 milioni, frutto di accordi presi con il sistema economico e con la Regione. Un’enormità, rispetto a Mantova.

Vero è che Mantova ha avuto pochissimo tempo per allestire il suo anno da capitale, ma il sindaco Palazzi spiega che ora serve un patto con il mondo economico per sostenere lo slancio di questo straordinario 2016.

Tra le cose che di quest’anno rimarranno, e che dunque rappresentano una solida base di partenza, ci sono l’accordo con Google per la digitalizzazione del patrimonio artistico, i lavori alle Pescherie con l’assegnazione della gestione degli spazi agli Amici di palazzo Te, e il restyling dei portici.

«Molto verrà confermato quest’anno - spiega il sindaco di ritorno da Pistoia - La prossima estate avremo ancora il pacchetto dei concerti estivi, a cominciare da quello di Elton John. Siamo già al lavoro per la programmazione, e credo che definiremo tutto entro il mese di febbraio».

Conferma anche per l’arcipelago di Ocno, i cui risultati in termini di affluenza sono stati penalizzati, nel 2016, dalla partenza ritardata di tutta l’operazione: «C’è molto interesse per Ocno - conferma Palazzi - anche da parte di privati, che potranno utilizzarlo per loro iniziative. Come era nelle nostre intenzioni, Ocno è una nuova istituzione culturale della città».

Altra conferma è quella del link con Ferrara per portare a Mantova una serata del festival dei buskers. «Non solo - prosegue il sindaco - Riproporremo l’iniziativa “Cantieri aperti” che lo scorso anno è stata un grandissimo successo: ci sono arrivate molte più richieste di quante abbiamo potuto soddisfare. Quest’anno estenderemo l’iniziativa al patrimonio privato, come alcune dimore storiche della città».

Non capita tutti gli anni di avere un’opera interattiva di Brian Eno, ma questo non significa chiudere l’esedra di palazzo Te per le serate estive: «Ci saranno eventi gastronomici e altri in cui ci sarà modo di passare una serata sul prato dell’esedra», conferma Palazzi. Altra conferma, quella delle visioni artistiche per Lunetta. Quest’anno proseguirà, con altri writers, il lavoro di trasformazione di muri e palazzi in opere d’arte: «Vogliamo che Lunetta diventi un punto di riferimento per l’arte dei giovani», conclude Palazzi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Mantova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista