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MANTOVA

Cgil, Cisl e Uil ai sindaci: «La priorità è il lavoro»

La proposta: tavoli intercomunali per rilanciare l’occupazione sul territorio. Per il welfare accordi già sottoscritti con Mantova, Castiglione e Borgo Virgilio

MANTOVA. Radunare i sindaci attorno a uno stesso tavolo per pianificare politiche del lavoro che gettino lo sguardo oltre i troppo stretti confini comunali: è forse questo l’obiettivo più ambizioso della piattaforma sociale 2017 che Cgil, Cisl e Uil stanno sottoponendo ai Comuni del Mantovano dopo l’ottimo risultato della contrattazione 2016, con ben 55 amministrazioni che hanno tenuto conto nei loro bilanci di bisogni intercettati grazie al radicamento sul territorio dei sindacati dei pensionati. Bisogni di fasce deboli sempre più estese, vittime di una crisi strutturale che colpisce trasversalmente famiglie, anziani, bambini. A illustrare i contenuti degli accordi sottoscritti per il 2016 e della piattaforma 2017 sono stati ieri Donata Negrini ed Enrica Chechelani per la Cgil, Dino Perboni e Luigi Tosi per la Cisl, Giovanni Berra e Moreno Pellicciardi per la Uil.

Sei priorità per il 2017. Lavoro, fiscalità locale, riorganizzazione della macchina comunale, welfare, casa e servizi: sono i sei punti chiave della piattaforma 2017 inviata ai Comuni e già sottoscritta da Mantova, Castiglione e Borgo Virgilio. Se per il lavoro si punta alla creazione di tavoli distrettuali e si chiede di «destinare fondi anticrisi per i momenti di difficoltà», per le tasse comunali i sindacati chiedono di alzare le soglie di esenzione per l’addizionale Irpef oltre all’utilizzo dell’Isee. Suggeriscono poi economie di scala attraverso l’aggregazione di Comuni anche solo per la gestione associata di servizi, il mantenimento e il rafforzamento della spesa per il welfare destinato ad aiutare «dagli anziani ai minori, alle famiglie in difficoltà», politiche per le emergenze abitative «sia per le situazioni di sfratto che per la morosità incolpevole» e la predisposizione di una carta dei servizi quale strumento di informazione e tutela dei diritti. Per ultimo: che gli accordi sottoscritti non restino sulla carta ma «vengano tradotti in veri e propri atti amministrativi».

Mantova firma per primo. Il primo a siglare il verbale di accordo per il bilancio 2017 (già a dicembre) è stato il Comune di Mantova «con il quale, prima dell’attuale giunta, non esistevano relazioni sindacali da anni». Confermata l’esenzione dell’addizionale Irpef fino a 22mila euro «che già nel 2016 aveva inciso molto sulle politiche di redistribuzione del reddito aggiungendo 4.600 mantovani alla platea degli esenti», nonchè interventi definiti dai sindacati «importanti sul piano del lavoro» come lo stanziamento di 500mila euro per incentivi alle assunzioni dei giovani e «un ulteriore aumento di 300mila euro (agli 800mila del 2016) agli stanziamenti per il welfare locale e le politiche di contrasto alle povertà». L’11 gennaio è stata poi la volta di Castiglione e ieri di Borgo Virgilio «che confermano gli importanti impegni del 2016». Come la lotta all’evasione fiscale per recuperare risorse e reinvestirle nei servizi come accaduto ad Asola, Curtatone, Goito e Castiglione. O come i sostegni alle famiglie per i casi di morosità incolpevole di Mantova, Borgo Virgilio e Asola.

I 10 assenti del 2016. Su 69 Comuni, nel 2016 Cgil, Cisl e Uil hanno aperto il confronto con 59 arrivando a sottoscrivere 55 verbali (32 di accordo e 23 di incontro) per un totale di 350mila cittadini. «Un risultato superiore rispetto al 2015 sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo» commentano i sindacalisti. Un piccolo rammarico però non manca: è per Solferino, Casaloldo, Piubega, Castelbelforte, Redondesco, Acquanegra, Serravalle a Po, Ceresara, Mariana e Commessaggio. Gli assenti.

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