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Soffiati da precario a nuovo segretario provinciale Cgil 

Via libera dai delegati Cgil con il 91% di sì: i primi passi del nuovo leader nella categoria degli atipici: «Parliamo ai giovani. Serve una strategia per l’industria, spinta all’occupazione con le bonifiche»

MANTOVA. Zero sorprese ma tanta emozione, qualche lacrima a bagnare il viso di sindacalisti d’un pezzo, affilati nelle vertenze e umani nei sentimenti: il candidato unico Daniele Soffiati, 42 anni, è eletto segretario generale della Cgil di Mantova con il 91,25% dei voti, percentuale «bulgara» che premia l’opera del suo predecessore Massimo Marchini, e archivia definitivamente la «stagione delle coltellate». I virgolettati sono di Susanna Camusso, che insiste sulla necessità per la Cgil «di aprire le finestre», di spendersi per la tutela degli ultimi, i voucheristi e i lavoratori sballottati da un appalto all’altro. La sollecitazione è a costruire e diffondere conoscenza in vista del referendum. Sollecitazione che Soffiati traduce in un invito alla battaglia: «Al lavoro, compagni, c’è un referendum da vincere». Questa è la sua prima intervista da segretario.

Daniele Soffiati eletto segretario generale della Camera del lavoro di Mantova L'assemblea generale elegge Daniele Soffiati segreterio generale della Camera del lavoro di Mantova. Il nuovo segretario, eletto con il 99,25 per cento dei voti, ringrazia i presenti e la famiglia per il sostegno ricevuto. A seguire, gli auguri e i saluti dell'uscente Massimo Marchini

Soffiati, vent’anni fa s’iscrisse alla Cgil da lavoratore precario, oggi ne assume la guida. È un segno dei tempi?

«Assolutamente sì, e lo misuro anche sull’esperienza di altri segretari generali della mia generazione, arrivati come me alla Cgil da un percorso di precarietà. I quarantenni che oggi stanno assumendo incarichi di responsabilità vengono da questo mondo anziché dalla fabbrica, com’era la vecchia tradizione. È inevitabile».

Mantova è allo stremo, in 9 anni ha più che raddoppiato i disoccupati, passati da 7mila a 15mila, molte aziende hanno chiuso, altre sono state drasticamente ridimensionate, mentre la crisi continua a demolire le certezze. Come si “maneggia” una situazione così complicata?

Daniele Soffiati è il nuovo segretario provinciale della Cgil Daniele Soffiati, unico candidato proposto dalla segreteria regionale, è stato eletto alla segreteria della Cgil provinciale con il 91,25 per cento, 73 voti su 80

«Anzitutto denunciando ciò che secondo noi non funziona in tema di politiche del lavoro. Negli ultimi tre anni abbiamo ripetuto che l’idea lanciata del governo Renzi di politiche attive, che nella sua narrazione avrebbero consentito a metà dei disoccupati di trovare lavoro, rispondeva a una visione ottimistica. Dire io ti offro formazione e tu troverai subito lavoro non è veritiero, perché ciò che manca al nostro Paese è una strategia industriale, mancano investimenti per costruire nuove aziende e individuare ambiti strategici sui quali pensare il futuro. Puoi fare tutta la formazione che vuoi, ma se non hanno bisogno le aziende non assumono».

Massimo Marchini segretario uscente della Cgil provinciale Massimo Marchini lascia la segreteria Cgil per passare al Caf regionale, dove lunedì è stato eletto nel cda

E gli sgravi contributivi previsti dal Jobs Act?

«Stimiamo che alla fine questi sgravi costituiranno una spesa di 17 miliardi di euro, ma già adesso si inizia a capire che si tratta di una bolla di sapone. Ce ne renderemo definitivamente conto quando, esauriti i tre anni di sgravi, e senza più l’articolo 18, ci sarà un’ondata di licenziamenti. Ecco, questo è un primo pezzo di elaborazione generale che è necessario condividere e declinare a livello territoriale».

Come si traduce questo per Mantova?

«Condividiamo l’attenzione posta in questi anni da Massimo Marchini sul tema della rioccupazione. Nel suo primo anno e mezzo di attività questa amministrazione comunale ha fatto molto in tema di vitalità della città, lo riconosco io stesso da cittadino, adesso però, finito l’anno da capitale, non possiamo immaginare che tutto sia improntato alla cultura, bisogna prendere in mano determinate questioni nei limiti di ciò che un’amministrazione può fare».

Il segretario nazionale Camusso per l'elezione del segretario provinciale Susanna Camusso presente alla giornata in cui la Cgil mantovana elegge il proprio segretario. Unico nome proposto quello di Daniele Soffiati. Voucher, articolo 18, precariato i temi trattati dal segretario nazionale (video Saccani)

Cosa può fare questa giunta?

«Può e deve rapportarsi con i ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente per sciogliere la situazione ingarbugliata del polo chimico. Il soggetto pubblico può esercitare la sua governance per coordinare l’azione dei vari enti e sbloccare così la situazione con l’obiettivo della rioccupazione».

Non teme che il piano per l’occupazione giovanile immaginato dal sindaco Palazzi possa replicare i difetti della narrazione di Renzi?

«Sì, è una preoccupazione. Certo, mi fa piacere che il Comune investa risorse importanti per i giovani, è sicuramente un segnale che oltre alla cultura si guarda a un altro ambito. Nei prossimi giorni sarà convocato il tavolo su questo piano, e se tutto si risolverà in incentivi ulteriori alla imprese, oltre a quelli sostanziali di cui già godono con i tirocini, senza un’idea né vincoli di stabilizzazione, noi non saremo d’accordo e lo diremo molto chiaramente. Se invece l’investimento di questo mezzo milione di euro si baserà sulla ricognizione delle necessità delle imprese, e punterà alla stabilizzazione di almeno una parte dei 150 giovani coinvolti, allora saremo i primi a discutere, a valutare, anche a scornarci, ma in un’ottica costruttiva».

La Cgil conta 51.600 iscritti, ma è innegabile la difficoltà a intercettare i giovani precari, come pensa di avvicinarli ?

«Il referendum è un modo per diffondere la consapevolezza che il voto di ciascuno di noi può incidere sul cambiamento di un pezzo del mondo della precarietà. L’altro modo riguarda più direttamente la nostra azione quotidiana, dobbiamo assumere più che mai la capacità di parlare a tutti, dobbiamo capire che la realtà della fabbrica convive con quella del lavoro atipico. Parlare a tutti significa usare un linguaggio che i giovani possano sentire più vicino, sfruttando anche la velocità e l’essenzialità dei social network. Non è facile, ma dobbiamo sforzarci di stare al passo».

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